Il dolore
Florida, firme e veleni
Paola Villani
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NELLA BUFERA Lex Florida Il Comune diserta l'incontro coi promotori della petizione: «E qualcuno ci ha sabotati»
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FOLLONICA. L'amministrazione diserta l'incontro sul Florida, e nel frattempo spariscono una cinquantina di moduli sottoscritti per la petizione in corso. Sabato pomeriggio le persone arrivate al Casello Idraulico per conoscere con precisione il futuro della "terrazza sul mare" (così è chiamata l'area dove sorgeva il famoso dancing su viale Italia), hanno atteso inutilmente l'arrivo di qualche membro dell'amministrazione comunale, che di fatto non ha accolto l'invito dei promotori della petizione. Con la raccolta di firme molti follonichesi hanno voluto esprimere il loro dissenso alla trasformazione dello stabile in un'area commerciale: di base però la decisione sulla destinazione d'uso di quello spazio è già stata varata dal governo cittadino, e tornare indietro oggi significherebbe dover pagare penali alla proprietà. Perché quella zona è di un privato che, una volta ricevute le indicazioni dal Comune, ha stilato un progetto oggi al vaglio degli uffici tecnici dell'amministrazione. «Purtroppo la sala del Casello idraulico - raccontano i promotori dell'iniziativa - era gremita di persone che volevano avere chiarimenti dall'amministrazione a riguardo del progetto, ma l'attesa è stata vana. Né il sindaco Baldi, né l'assessore Cetraro, ma neanche nessuno in loro vece si è presentato all'incontro. Abbiamo avuto il piacere di vedere il vicesindaco presenziare una cerimonia, con tanto di banda, a 100 metri dal Casello Idraulico, ma niente di più. Ancora una volta l'amministrazione ha dimostrato di non avere la voglia o il coraggio di affrontare pubblicamente i cittadini che non accettano passivamente le decisioni di questa giunta e chiedono un semplice incontro chiarificatore. Segnaliamo che durante il pomeriggio di sabato abbiamo subito il furto di alcuni moduli già firmati (almeno 50 firme), sicuramente ad opera di qualche "sostenitore del cemento armato" che, approfittando della confusione e della nostra distrazione ha cercato di porre danno alla nostra causa». E c'è di più i promotori della petizione si chiedono «come sia stato politicamente possibile che un'area storicamente gestita dall'ente comunale, che aveva avuto ancor prima della II Guerra Mondiale l'affitto dell'area "ex Florida" attraverso contratto stipulato con il Demanio statale, sia poi passata in mano di privati (stato proprietario ancora da approvare) e che sia stato loro concesso edificare per tremila metri cubi».
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