Il Tirreno

Grosseto

Cura Monti dolorosa anche per Marras Giunta via nel 2012

Elisabetta Giorgi
<strong>PRESIDENTE.</strong> Leonardo Marras
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PRESIDENTE. Leonardo Marras

Con la manovra-Monti per ridurre i costi della politica la Provincia di Grosseto subirà una rivoluzione profonda

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GROSSETO. Con la manovra-Monti per ridurre i costi della politica la Provincia di Grosseto subirà una rivoluzione profonda. Se il decreto-legge diventerà legge tutte le nove cariche dell'esecutivo (assessori più presidente) decadranno entro il 30 novembre 2012; ciò significa che lo stesso Leonardo Marras non concluderà il mandato ma lo interromperà due anni prima della scadenza naturale, ad oggi stabilita al 2014.  La giunta sarà abolita: spariranno 8 assessori, le loro competenze andranno per la maggior parte alla Regione Toscana mentre i 24 consiglieri diventeranno 10 (14 in meno) e non saranno più eletti dai cittadini ma nominati dai consigli comunali. Scaduto il mandato di Marras, il 1º dicembre 2012 anche il nuovo presidente della Provincia sarà nominato dai 28 consigli comunali; uomo "solo al comando" (senza più assessori), avrà un ruolo di coordinamento. Ma in arrivo è anche un valzer di dipendenti: con l'abolizione degli 8 assessorati maremmani, i circa 500 lavoratori impiegati in Provincia a Grosseto saranno trasferiti e riassegnati in Regione o nei vari Comuni. Ciò significa che se palazzo Aldobrandeschi ha sostenuto nel 2010 circa 500mila euro di spese solo tra stipendi degli assessori e gettoni dei consiglieri, questi soldi saranno risparmiati accanto a quelli dei dipendenti che cesseranno il rapporto di lavoro con l'ente. Un dato, quest'ultimo, che se appare sostanzioso allo statista che punta al risparmio, per la Provincia è esiguo e pari a soli 2,47 euro all'anno per ogni cittadino. Di più. Secondo il presidente della Provincia Leonardo Marras si tratta di «un provvedimento ruffiano» o peggio ancora di un «aborto» che metterà in ginocchio un'istituzione sancita dalla Costituzione. Capire i criteri in cui deleghe e responsabilità saranno redistribuite non è dato sapere finché il decreto non diventerà legge e non arriveranno i regolamenti attuativi. Certo è che, secondo Marras, il Governo ha dovuto mettere in piedi un provvedimento "a metà" che manterrà sì in piedi le Province, ma mutilandole e facendo loro perdere una fetta di rappresentatività popolare. Tagliata via l'elezione diretta, i consiglieri maremmani saranno nominati dai Comuni. Ma per quanto riguarda il loro numero la faccenda cambia poco. «Già ad agosto - dice Marras - il Parlamento aveva stabilito, per Province come quella di Grosseto, che i consiglieri del prossimo mandato (quindi con le elezioni del 2014) sarebbero stati 10 quanti quelli stabiliti ora da Monti». Nessun trauma improvviso, da questo punto di vista. «Ma quel che è diverso è che se fino a oggi vigeva l'elezione diretta dei consiglieri provinciali, d'ora in poi questo principio si scardina». Dunque, «caro professore - conclude Marras rivolgendosi virtualmente al suo interlocutore-Monti - la sua norma è "ruffiana" con l'opinione pubblica, non incide per nulla sulla spesa pubblica e soprattutto è incostituzionale perché non si possono scardinare con decreto-legge organi previsti dalla Costituzione. Se proprio vogliamo disarticolare l'architettura costituzionale dello Stato è bene farlo fino in fondo, per cui, invece di sottrarre rappresentatività politica ai territori, cominciamo a chiederci quanto costano e quale sia l'effettivo ritorno per le comunità locali di articolazioni del Governo come le Prefetture». Per questo oggi Marras sarà a Roma per l'assemblea generale dell'Upi, unione delle Province italiane.

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