Il dolore
Chiamala Imu, ma è salata uguale
Francesca Ferri
Torna (con un altro nome) l'Ici: ecco, zona per zona, quanto ci costerà
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GROSSETO. La stretta fiscale sugli immobili imposta dalla manovra Monti si abbatte sulle 166.536 abitazioni censite in provincia di Grosseto (dati dell'Agenzia del Territorio relativi al 2010). Con tre novità: primo, sulle prime case si tornerà a pagare l'Ici, eliminata dal Governo Berlusconi nel 2008. Secondo, le rendite catastali saranno aumentate, per le abitazioni, del 60 per cento. Terzo, l'Imu, l'imposta municipale unica che accorperà Ici e tassa sui rifiuti viene anticipata dal 2014 al 2012. Quali sono le conseguenze sulle tasche dei grossetani? Come tutti gli italiani dovranno prepararsi a metter mano al portafoglio. Perché, se alcune "precauzioni" potrebbero evitare al 60-70 per cento della popolazione di tornare a pagare l'imposta sull'abitazione principale (la stima è apparsa ieri su Repubblica), il mega aumento delle rendite catastali farà salire la base imponibile sulla quale si calcolano tutte le imposte sugli immobili (ipotecaria, catastale...). L'Ici. Per la prima casa sarà applicata al 4 per mille, per la seconda al 7,6 per mille. Per avere un'idea di quanto pagherà nel 2012, un proprietario grossetano dovrà armarsi di pazienza e di una calcolatrice. Partendo dalla rendita catastale, la deve prima aumentare del 5 per cento per adeguarla al ritocco introdotto nel 1997. Poi deve moltiplicare per 160 (visto che l'aumento per i fabbricati di categoria A, C2, C6 e C7 è del 60 per cento). Dalla cifra così ottenuta dovrà calcolare il 4 per mille se si tratta di abitazione principale; il 7,6 per mille se è una seconda casa. E questo sarà il dovuto. Se si possiede una sola casa si avrà un ulteriore "sconto" di 200 euro e questo permetterà di azzerare, di fatto l'Ici per le prime case con rendita più bassa. I Comuni avranno poi un'ulteriore facoltà di manovra: l'aliquota per le seconde case potrà essere aumentata o abbassata del 3 per mille a discrezione dei sindaci, mentre quella per le prime case potrà essere portata al 2 per mille. Chi non è pratico di formule matematiche può trovare un aiuto nel calcolatore messo a disposizione su internet dal Sole 24 Ore. Le simulazioni. Anche il Tirreno vi si è affidato per otto simulazioni di appartamenti di categoria e rendita diversa, presi a campione in punti diversi del territorio provinciale. Il risultato si legge nella tabella "Ici, come sarà l'aliquota" (gli importi per la prima casa sono al netto della detrazione di 200 euro). Naturalmente il risultato va preso con il beneficio del dubbio poiché il decreto è ancora a livello di bozza, diversi passaggi non sono ancora chiari (c'è incertezza, ad esempio, se il prelievo sulla prima casa sia del 4 o del 3,6 per mille) e c'è ancora margine per ulteriori modifiche. Rimane poi da aggiungere un altro coefficiente importante, che è dato dalla revisione degli estimi catastali, al momento rimandata. Le casse comunali. Queste le novità per i cittadini. E i Comuni? Quali novità porterà l'intervento? All'Ufficio Tributi del Municipio grossetano le bocche sono cucite. «Finché non abbiamo dati certi ogni proiezione è priva di fondamento», spiega il dirigente dell'Ufficio Tributi Nazario Festeggiato. Tocca dunque riprendere in mano i dati di tre anni fa, quando fu tolta l'Ici sulla prima casa. Gli uffici grossetani calcolarono che il "taglio" sarebbe costato al Comune 6 milioni e 89mila euro. La reintroduzione dell'imposta dovrebbe dare, dunque, come minimo questo gettito. Ma considerate tutte le nuove case costruite dal 2008 ad oggi e visti gli aumenti delle rendite catastali, la cifra è destinata a salire. Si consideri che nel comune di Grosseto la rendita media dei 13.604 immobili di categoria A2 è di 631 euro, quella degli A3 (4.936) è di 473 euro, i 5.284 A4 rendono in media 262 euro (gli A5 sono praticamente eliminati) e i 452 A7 rendono in media 1.324 euro. Ma di questi soldi nulla rimarrà al Comune. Il gettito recuperato, che si stima essere di 11 miliardi di euro, andrà interamente allo Stato.
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