Sicurezza
Appalti alle Coop non più al ribasso
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LEGACOOP. Antonio Terribile Accordo per il settore sociale fra Comuni, Provincia e Asl 9 Sicurezza e controlli: d'ora in poi sarà scelta l'offerta "più vantaggiosa"
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GROSSETO. Cooperative sociali, sindacati, Comuni e Asl 9 stringono un patto sulle gare per l'affidamento dei servizi, per combattere il lavoro irregolare garantendo il rispetto di diritti contrattuali e sicurezza, inserire al lavoro persone svantaggiate, qualificare i servizi e controllare la conduzione degli appalti. Patto che nasce dalla necessità di scoraggiare l'ingresso sul territorio di coop spurie che fanno "dumping" sociale, penalizzando i dipendenti nell'applicazione dei contratti di settore e peggiorando gli standard di erogazione dei servizi socioassistenziali ed educativi. I contenuti di questo accordo fanno parte di un articolato protocollo d'intesa che nelle prossime settimane sarà sottoscritto da tutti i Comuni della Provincia e dalla Asl 9. Di questo si è discusso nell'incontro che venerdì scorso si è svolto a Orbetello - ultimo dei quattro tenutisi nelle zone socio-sanitarie della provincia - al quale hanno preso parte il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, il coordinatore del tavolo paritetico di coop sociali e sindacato, Antonio Terribile, l'assessore al sociale del Comune di Capalbio Andrea Serra, Monica Pagni per la Cgil, Luciano Biscottini per la Cisl e Paolo Babbanini per la Asl 9. «Gli Enti locali - ha sottolineato il sindaco Paffetti - in veste di stazioni appaltanti di alcune tipologie di servizio sono i primi ad essere interessati alla qualità delle prestazioni che vengono erogate ai cittadini. Ed è evidente che su questa incida la qualità del lavoro degli operatori. Nonostante le difficoltà enormi della finanza locale, penso sia ineludibile per i Comuni qualificare le procedure d'appalto e collaborare con sindacato e centrali cooperative sul rispetto delle condizioni contrattuali». A promuovere il protocollo d'intesa, il Comitato paritetico provinciale costituito da coop sociali (Legacoop, Confcooperative, Agci) e sindacati (Cgil, Cisl, Uil), coordinato da Antonio Terribile. «Ciò su cui abbiamo particolarmente insistito - spiega Terribile - è stata l'adozione nell'aggiudicazione delle gare dell'offerta economicamente più vantaggiosa, invece del criterio del massimo ribasso, e la previsione nei bandi di clausole che favoriscano l'inserimento di persone svantaggiate attraverso le coop sociali di tipo B. Dall'esperienza degli ultimi anni, infatti, è emerso chiaramente che le gare impostate solo sul criterio del massimo ribasso dell'offerta, costituiscono il "cavallo di Troia" attraverso il quale cooperative senza scrupoli fanno il loro ingresso sul mercato, rivalendosi poi su lavoratori e qualità del servizio per recuperare redditività. Al mondo della cooperazione strutturata, invece, interessa tutelare soci e dipendenti ma anche erogare servizi di qualità. Per ottenere questi risultati, però, è necessario che la committenza di certi servizi adotti buone pratiche nella predisposizione dei bandi». Molti i punti presi in considerazione nel protocollo d'intesa: dall'adozione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa nelle aggiudicazioni delle gare alla clausola di salvaguardia per il personale di coop che perdono un appalto, dall'applicazione dei contratti nazionali ai controlli sulla sicurezza, dall'inserimento di persone svantaggiate allo scambio di informazioni tra sindacato e stazioni appaltanti.
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