Il Tirreno

Grosseto

«Voglio un incontro con Napolitano»

<strong>SINDACO.</strong> Luigi Bellumori
◗
SINDACO. Luigi Bellumori

Bolkenstein, il sindaco di Capalbio capofila della protesta dei balneari

2 MINUTI DI LETTURA





CAPALBIO. Si allarga il fronte dei balneari furibondi contro la Bolkenstein e il Comune di Capalbio si erge a capofila della protesta. A chiamare a raccolta i concessionari degli stabilimenti balneari e i colleghi-sindaco è il sindaco Luigi Bellumori che, per l'occasione ha deciso di rivolgersi direttamente ai "piani alti". Non solo chiedendo e ottenendo un incontro per il 20 dicembre col presidente della Camera, Gianfranco Fini, ma invocando la stessa cosa anche col Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.  «Gentile Presidente - gli ha scritto - voglio portare alla sua attenzione il fatto che molte località in Italia, in Toscana, in Maremma, nella Costa d'Argento e a Capalbio sono divenute note a livello nazionale e internazionale proprio perché spesso associate all'attuale sistema delle concessioni balneari, che vede di regola singoli operatori, solitamente piccole imprese familiari, organizzare in forma diversificata la propria offerta turistica a beneficio degli stessi consumatori, che in tal modo possono scegliere di volta in volta l'opzione strutturale, organizzativa e gestionale che ritengono più idonea alle esigenze proprie e della propria famiglia».  A tale proposito, chiede Bellumori, «le sarei grato se fosse possibile programmare un incontro tra una delegazione dei sindaci della Maremma con il suo ufficio al fine di poter ragionare sulla questione opponendo alla Commissione europea la validità del sistema normativo italiano in materia di concessioni demaniali. Sarebbe utile - dice il sindaco - porre l'attenzione sulla risoluzione europea del 27 settembre 2011 per poter considerare un apposito e specifico "statuto normativo" dell'impresa turistico - balneare e delle sue funzioni di pubblico rilievo e interesse e che possa essere prevista per esse un'apposita deroga, sulla base della procedura prevista dalla direttiva medesima (clausola di revisione), in virtù della specificità del settore delle concessioni demaniali, fortemente caratterizzato da rilevanti investimenti materiali e occupazionali, della sua unicità a livello europeo, dei motivi di interesse generale, di sicurezza e tutela ambientale previsti dalla direttiva medesima quali fattori di esclusione, del sussistere della libertà di stabilimento in ragione della vastità delle risorse naturali presenti lungo le coste italiane e della possibilità di rilascio di nuove concessioni. Su questi temi riteniamo utile un confronto con il tavolo tecnico legislativo della presidenza e confidiamo in un suo attento riscontro».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa