Il Tirreno

Grosseto

Una dinastia di commercianti

Fra.Go.
<b>SOCCORSI.</b> I sanitari hanno tentato invano di rianimarlo
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SOCCORSI. I sanitari hanno tentato invano di rianimarlo

Ha gestito il supermercato e un ristorante sul porto

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 GROSSETO. Pronunciare il nome di Fabio Soldati, in città, significa raccontare la storia di una famiglia di imprenditori che hanno saputo fare bene il loro mestiere. A partire dal babbo e dallo zio di Fabio, che negli anni '60 gestivano in via Oberdan il bar Rama, uno dei locali più alla moda della città. E non era da meno la madre, Marisa, che aveva aperto, prima di sposarsi, una merceria in via Tripoli. Per gli affari, loro, avevano stoffa. E Fabio, quelle orme paterne e materne le aveva seguite bene. Per un periodo ha gestito il bar Il Porticciolo, sulla marina di Punta Ala e il supermercato. La sorella Paola, invece, ha un negozio in piazza della Palma ed è una creatrice di oggetti moda che esporta in mezzo mondo.  Riservato, attento. Fabio Soldati da quando aveva lasciato il locale di Punta Ala si era dedicato all'amministrazione del patrimonio di famiglia. Una famiglia di commercianti, come la cugina Giovanna che ha uno dei bar più raffinati del centro storico, quella tabaccheria che svetta, per eleganza, in Corso Carducci.  La notizia della morte di Fabio soldati, ieri ha fatto il giro del centro in un batti baleno. Le luci del negozio della sorella Paola, nel tardo pomeriggio, si sono spente. E su quel muro di disperazione si è chiuso il cancello della merceria che si affaccia in piazza della Palma, dove lavorava anche la compagna di Fabio, dalla quale l'uomo aveva avuto un bimbo.  Quel bambino crescerà senza suo padre. Senza quell'uomo tutto d'un pezzo che ieri pomeriggio da Punta Ala stava viaggiando verso Castiglione, probabilmente per tornare in città. Era in sella alla sua Bmw gs 1200. Era una delle sue passioni. E ieri, che il freddo non era ancora arrivato in Maremma, Fabio Soldati ha pensato che saltare sulla sella della sua Bmw non fosse una cattiva idea. Non poteva pensare, non poteva prevedere, di incontrare su quella strada che lui conosceva bene, quella che da Punta Ala porta verso la città, un'auto della stessa casa della sua moto. Dello stesso colore. Un'auto contro la quale la sua moto è finita. Non c'è stato nulla da fare. La sua vita si è fermata lì, su quella provinciale che porta al mare.

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