Il Tirreno

Grosseto

Grosseto. Inchiesta del pm Stefano Pizza sul progetto urbanistico affidato all’architetto Gorelli

La Procura indaga sul regolamento

Enrico Pizzi
<b>PM.</b> Stefano Pizza ha acquisito gli atti del regolamento urbanistico
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PM. Stefano Pizza ha acquisito gli atti del regolamento urbanistico

La polizia ascolta amministratori e tecnici, ma per ora nessun inquisito

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 GROSSETO. Il regolamento urbanistico del Comune di Grosseto e l'incarico per la sua redazione, affidato ad un professionista esterno, il professor Gianfranco Gorelli, sono finiti sotto la lente d'ingrandimento del sostituto procuratore Stefano Pizza, che nella settimana appena trascorsa si è mosso negli uffici del servizio urbanistica del Comune capoluogo.  Il tutto con l'aiuto degli uomini della squadra mobile della Questura di Grosseto.  Proprio a inizio settimana la polizia, su ordine della Procura, ha acquisito i faldoni con i documenti in originale relativi sia al regolamento urbanistico che è stato adottato e attende di essere approvato, sia alla procedura con cui, nel 2007, si è arrivati all'incarico dell'architetto Gorelli e successivamente del suo gruppo di lavoro.  Nel corso della settimana, poi, sono stati sentiti in Questura come persone informate sui fatti lo stesso architetto Gorelli, il precedente dirigente dell'urbanistica Franco Tarsi, che ha ricoperto l'incarico dal 2006 al 2008, la funzionaria responsabile del procedimento per la formazione del regolamento urbanistico Rossana Chionsini, l'attuale dirigente dell'urbanistica, Marco De Bianchi, che era stato sostituito nel 2006 (dall'allora muova giunta Bonifazi) con Tarsi ed era stato messo al suo posto circa due anni dopo. Sono stati sentiti poi alcuni dipendenti del settore urbanistica; il sindaco Emilio Bonifazi conferma di essere stato sentito anche lui e gli altri componenti della giunta precedente.  Non risultano esserci indagati, né trapelano dettagli sui contenuti dell'inchiesta. Si può solo ipotizzare che la Procura abbia deciso di andare a fondo rispetto a quanto accaduto nell'aprile del 2010, quando, un'interrogazione dell'allora capogruppo del Pdl Luca Montemaggi aveva sollevato un polverone fino a portare l'assessore all'urbanistica dell'epoca, Moreno Canuti, a rimettere la delega a questo settore nelle mani del sindaco Bonifazi, rimanendo però assessore al commercio.  Nella sua interrogazione Montemaggi chiedeva, tra le altre cose, spiegazioni sulla partecipazione dello stesso Canuti al voto sulla delibera di giunta con cui si era avviato il procedimento della variante normativa al piano strutturale, la variante che, tra le altre cose, ha tolto ogni valore conformativo al piano strutturale che era stato approvato dall'amministrazione di centrodestra.  Per questo Montemaggi accusava la giunta di voler approvare la variante per poter pianificare il territorio direttamente con il nuovo regolamento urbanistico e affermava che così facendo a Batignano si sarebbero spostati i perimetri della zona edificabile sui terreni del suocero dell'assessore.  Un'accusa di fronte alla quale l'allora assessore Canuti, che si è sempre detto sereno, portò in Procura tutti gli atti relativi alla variante, dopo aver rimesso le deleghe al sindaco. Non è escluso che proprio da qui abbia avuto origine l'inchiesta.  Nei giorni della polemica innescata da Montemaggi, Bonifazi spiegò anche che ciò su cui si era basato il capogruppo del Pdl era probabilmente qualche bozza di proposta nata in occasione dei Forum della Partecipazione, dunque niente di più di un'ipotesi e nessun atto deciso e approvato.

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