Gioco
GAVORRANO
La Festa dei minatori si "dimentica" del sindaco A sinistra scorrono veleni
Al.Fae.
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GAVORRANO. Questo pomeriggio, alla Casa del popolo di Gavorrano, si festeggiano i 60 anni dalla "lotta dei cinque mesi", intrapresa dai minatori negli anni '50. Per far pubblicità, il Comune è stato invaso dalle locandine, nelle quali sono scanditi tutti i nomi degli invitati. Tutti, tranne uno: quello del sindaco Massimo Borghi. Potrebbe trattarsi di una semplice dimenticanza, oppure di un errore. Non fosse che il primo cittadino si chiama Massimo Borghi e che sulla Casa del popolo sventola la bandiera del Pd. Praticamente cane e gatto. Infatti, c'è chi quelle locandine le ha lette con una certa malignità. «Trovo la cosa un un insulto verso tutta la cittadinanza» ha scritto su facebook un rappresentante di GenteComune, movimento eletto in consiglio tra le fila della maggioranza, quando non ha visto il nome di Borghi sulla locandina, plaudendo però l'iniziativa nella sua filosofia. La "lotta dei cinque mesi", infatti, a Gavorrano ha un valore particolare: è la lotta che i minatori condussero contro la Montecatini per vedersi riconoscere i propri diritti, con scioperi e mobilitazioni. Ma oggi c'è anche altro da festeggiare: ricorre Santa Barbara, patrona dei minatori. Borghi è stato invitato ai 60 anni della "lotta dei cinque mesi", ricevendolo «con piacere» e scusandosi «per non aver potuto ringraziare di persona quando mi è stato recapitato», ma «ero impegnato». Lo scrive in una lettera inviata al comitato di gestione della Casa del popolo, in cui spiega che non potrà essere presente all'iniziativa «in quanto ho già garantito la presenza sia alla cerimonia che al pranzo organizzato dalla Pro Loco di Gavorrano che festeggia Santa Barbara con una serie di iniziative con il patrocinio dell'amministrazione». Il sindaco però ha letto anche le locandine. «Ho notato - continua nella lettera - che nei manifesti e nel volantino, oltre ad essere indicato il programma delle iniziative, viene sottolineata la presenza del presidente del Parco delle Colline Metallifere Luca Agresti e del presidente della Provincia Leonardo Marras, personaggi certo adatti a coronare degnamente la cerimonia, ma evidenzio che si è completamente dimenticato di citare la presenza dell'amministrazione, neanche sotto la formula di rito alla presenza "delle autorità civili", che in un comune sono rappresentate dal sindaco o da un suo delegato». No, non è rimasto felice. «Mi dolgo di questa grave dimenticanza, non solo per la figura istituzionale che rappresento, ma per il totale silenzio verso quella parte dei personaggi che durante la lotta dei "cinque mesi" ebbero un ruolo fondamentale e di molto valore», come il sindaco Mario Garbati, che appoggiò i minatori, e di «altri episodi da me conosciuti per aver effettuato un'accurata ricerca storica sulla lotta dei minatori». Tanto ha scritto Borghi mentre su facebook la discussione è andata avanti. Una vicenda che «a me sembra normale» ha scritto un gavorranese sul social network.
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