La manifestazione
La divisa da pompiere e le note di Ligabue per il saluto a Massi
Paola Villani
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DISPERAZIONE. Di parenti e amici allarrivo della bara di Massimiliano Saitta 3 MINUTI DI LETTURA
FOLLONICA. La divisa da pompiere, la sua maglia, un video, le note di Ligabue: Follonica ha accolto così la salma di Massimiliano Saitta arrivata dall'ospedale di Pisa ieri mattina alle 11.30. Per tutto il giorno, un via vai incessante di persone. Parenti, amici, colleghi, compagni, sono andati a salutare Massi alla camera ardente allestita nella pista di pattinaggio di via Etruria a Cassarello. Massimiliano 31 anni, si è spento venerdì mattina nella camera dell'ospedale pisano dove era stato ricoverato, dopo aver combattuto fino all'ultimo contro quella malattia che lo aveva colpito qualche anno fa e che pareva aver sconfitto. Stavolta purtroppo la leucemia se l'è portato via, lasciando un vuoto immenso in tutta la comunità follonichese, perché era impossibile non voler bene a quel ragazzo dagli occhi furbi, pieni di allegria, sempre pronto a sorridere, che aveva dato a tutti una lezione di vita importante la prima volta che quel terribile male si era presentato. Massi non nascondeva la sua malattia anzi, l'aveva affrontata a testa alta, riuscendo a uscirne. Poi un mese fa circa una ricaduta e purtroppo nonostante quel suo cuore battagliero Massi se n'è andato, a soli 31 anni in un tragico venerdì qualunque. Ex giocatore di hockey, lavorava come pompiere a tempo determinato in attesa di essere assunto definitivamente, Massi lascia i genitori, i due fratelli più piccoli e la fidanzata, una bellissima ragazza alla quale era legatissimo. Ieri mattina ad aspettarlo davanti alla pista un mezzo dei vigili del fuoco come a simboleggiare la presenza e la vicinanza dei colleghi di lavoro, le stesse persone con le quali Massi era salito su quella camionetta chissà quante volte, per andare a spengere incendi, aiutare qualcuno in pericolo, prestare insomma un servizio indispensabile alla comunità. C'erano proprio tutti. Anche l'amministrazione comunale ha voluto essere lì, a rappresentare il Comune l'assessore allo sport Davide Novelli, che ha espresso parole di commiato cariche di profonda tristezza davanti ai presenti. E poi i familiari, il mondo dell'hockey follonichese, dello sport in genere, gli amici di sempre. Sopra il feretro il casco e la tenuta da pompiere, dietro appesi alla rete della pista la maglia e la stecca della squadra di hockey e la divisa del Milan, la sua squadra del cuore. Al lato uno schermo dove continuamente passavano delle immagini di Massi, ricordi di una vita purtroppo finita troppo presto. La mamma e il babbo erano seduti accanto a lui, vicini al figlio anche in questo momento così straziante. A salutarlo è arrivata pure la piccola nipotina nata il 21 novembre, figlia del fratello Alessandro e della compagnia Giulia. La voce di Ligabue ha fatto da sottofondo per tutta la giornata: una canzone del cantautore Massi l'aveva scritta nel muro della sua camerina, "Il giorno di dolore che uno ha", quando aveva scoperto di avere quel male. In quelle parole c'è tutta la forza di chi ha combattuto sino all'ultimo respiro.
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