Gioco
E tra i bagnetti monta la protesta
C. D. V.
In 40 temono le conseguenze della direttiva europea
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CAPALBIO. Gli stabilimenti balneari della bassa Maremma in prima linea per dire no alla direttiva europea Bolkestein. Sono una quarantina i concessionari delle aree demaniali marittime, da Capalbio all'Argentario, in apprensione per il futuro e pronti ad allargare il fronte per difendere il lavoro. Adalberto Sabatini, titolare dello stabilimento Ultima Spiaggia di Capalbio da 25 anni, è uno dei gestori balneari in attesa di una svolta. Lui e gli altri sono in ansia per il futuro, temono di essere completamente tagliati fuori dal mercato imprenditoriale locale. Hanno paura di perdere il lavoro. «Non ci rimane che aspettare le decisioni del nuovo Governo tecnico, sperando in una deroga che blocchi le aste pubbliche», dice Sabatini che non si è limitato a parlare della Maremma, ma haanche partecipato a Pescara a un incontro nazionale, "Balneari ultima chiamata": una chiamata collettiva contro la Bolkenstein. A pensarla come lui sono i tanti colleghi dei tre Comuni limitrofi; praticamente la quasi totalità dei balneari i quali - nonostante siano tutti coscienti del fatto che l'opinione pubblica è di un parere diverso dal loro e vede le concessioni a lungo termine come un privilegio di pochi - rimarcano il valore di un'attività "radicata" in loco, che ha richiesto sacrifici per gli investimenti nel corso degli anni e costituisce una sicura occasione di lavoro per molte famiglie. L'auspicio di questo sostanzioso comparto, quello turistico, è quello di attivarsi in modo che "tutti" gli operatori italiani non siano messi da parte, e anzi sia evitata con ogni mezzo la distruzione di un settore che è linfa vitale del territorio. I concessionari ricordano anche una direttiva servizi del 2006 in cui si cominciò a parlare di Bolkenstein. E sottolineando come il problema fosse di lungo corso, «proprio per questo - spiegano - le sue conseguenze avrebbero potuto essere affrontate prima». La battaglia comunque prosegue, e con loro è lo stesso sindaco di Capalbio che oltre a chiedere un incontro a Napolitano si è reso promotore di una campagna per la salvaguardia delle attività turistiche sul mare. Nell'ultima riunione del 29 novembre tra gestori, sindaci e Ascom (quest'ultima particolarmente attiva nella difesa della tipicità del prodotto maremmano), è stato presentato il documento unico a livello nazionale da cui prendere il via. In tale documento, sottoscritto da Fiba Confesercenti, Assobalneari Confindustria, Coordinamento Cna Balneatori e Sib Confcommercio, si riportano le ragioni per evitare una standardizzazione dei servizi e un'invasione delle multinazionali che, in caso di asta pubblica, acquisirebbero il patrimonio locale, snaturandolo - dicono loro - degli elementi "caratterizzanti" che hanno reso famosa l'accoglienza.
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