Sicurezza
«Soddisfatto, ma basta lacerazioni»
Sì ai vescovi nelle scuole, Agostinelli commenta il decreto di Napolitano
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GROSSETO. «Ora nessuno può osare mettere in dubbio il diritto di opinione critica che spetta a chiunque. Sarebbe, però, buona cosa farlo civilmente o quantomeno senza un uso ideologico della ragione. Nel particolare momento storico che sta vivendo il nostro Paese non vi è bisogno di ulteriori lacerazioni e di esasperare il confronto tra laici e cattolici». Il vescovo di Grosseto, monsignor Franco Agostinelli, commenta così il decreto del presidente della Repubblica che, recependo un parere del Consiglio di Stato, ha bocciato un ricorso della Uaar (unione atei e agnostici razionalisti) e "assolto" la visita del prelato alla scuola elementare di via Sicilia nel 2008. Il vescovo si dice soddisfatto pur mantenendo toni di equilibrio, invitando a non compiere ulteriori divisioni ideologiche. «In questo momento storico non vi è bisogno di ulteriori lacerazioni e di esasperare il confronto tra laici e cattolici», dice Agostinelli. «Se la ragione - come ricorda Benedetto XVI - diventa sorda al grande messaggio che le viene dalla fede cristiana inaridisce come un albero le cui radici non raggiungono più le acque che gli danno vita. Perde il coraggio per la verità e non diventa più grande, ma più piccola. Colgo l'occasione per un particolare ringraziamento all'avvocato Gianfranco Amato per l'opera professionale che ha svolto in questa vicenda, e l'auspicio di trovare sempre menti e cuori aperti per comprenderci reciprocamente e dare vita a comunità sempre più civili». Anche l'assessore comunale ed esponente dell'Udc Emanuel Cerciello interviene con una nota in cui plaude al decreto di Napolitano. Non c'era bisogno di scomodare i supremi organi di giustizia amministrativa per esprimere principi che già da tempo i filosofi hanno sancito nei loro scritti. Mi riferisco a Voltaire che affermando "detesto ciò che dici ma difenderò fino in fondo la tua libertà a dirlo" ci ha fornito un grande esempio dell'importanza della libertà di espressione e dell'accoglienza verso il prossimo».
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