Sicurezza
Riflettori su rifiuti e tutela ambientale
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LINCENERITORE di Scarlino Incontro con i comitati a Braccagni, si parlerà anche dell'inceneritore
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BRACCAGNI. Rifiuti, autostrada, geotermia. Di questo e altro si parlerà nell'incontro provinciale di comitati ambientali e cittadini promosso da Rete ambiente Grosseto e in programma oggi alle 14 all'ex asilo di Braccagni, in via dei Garibaldini. L'incontro, spiegano, servirà a fare il punto su alcune situazioni emergenti in provincia e a promuovere un'azione coordinata sui rifiuti con il comitato Porta a Porta Grosseto in tutti i comuni della Maremma. Alle 14,30 saranno fatte "comunicazioni" sull'ultima sentenza del Tar sull'inceneritore di Scarlino, sul progetto provinciale del Porta a porta; sul coordinamento territoriale No-Sat e sulla geotermia amiatina. Alle 16,30 seminario di autoformazione sui rifiuti con Marino Ruzzenenti, protagonista, a Brescia, di una lotta contro l'inceneritore più grande d'Europa. Alle 19 conclusioni e merenda buffet vegetariana. «La programmazione dell'Ato rifiuti - scrive il Comitato Porta a Porta Grosseto - ha puntato, in contrasto a tutte le indicazioni di legge, sull'incremento della produzione dei rifiuti, prevedendo una crescita impossibile del 5% annuo. Ma dal 2006, con la crisi dei consumi, stiamo registrando cali nell'ordine annuo del -3%, mentre l'Ato rifiuti per il 2010 aveva previsto l'esistenza di 181.066 tonnellate di rifiuti prodotti da smaltire. In realtà l'Agenzia regionale Arrr ha certificato la produzione per lo stesso anno di 157.700 tonnellate per quest'anno e per i prossimi anni è facile prevedere un calo ulteriore della produzione. La programmazione errata e sovradimensionata ha portato alla realizzazione di impianti sovradimensionati e a una convenzione per il funzionamento di tali impianti, che ha vincolato per i prossimi 27 anni tutti i Comuni della provincia a produrre e a conferire al soggetto privato Unieco, ben 91.460 tonnellate di rifiuto indifferenziato, costante nel tempo. Chiediamo ai sindaci e alla Provincia un confronto pubblico non più rinviabile, che si quantifichino i vantaggi economici e sociali della differenziata e che si faccia come in gran parte delle province italiane».
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