Il Tirreno

Grosseto

«Joy Anna cittadina di Grosseto»

Alfredo Faetti
<b>LA FESTA.</b> Per il battesimo di Joy Anna
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LA FESTA. Per il battesimo di Joy Anna

La proposta di Fedeli per la bambina nigeriana figlia di profughi

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 MASSA MARITTIMA. E' nata a Grosseto ed è stata battezzata in una chiesa di Massa Marittima.  Per il presidente della Provincia Leonardo Marras, e anche per quello della Repubblica Giorgio Napolitano, stando alle loro dichiarazioni, quella bambina con genitori nigeriani è italiana. Per questo ora la Società della Salute vuole darle la cittadinanza.  Si chiama Joy Anna e la sua storia, in Maremma, la conoscono tutti. I suoi genitori, d'origine nigeriana, sono fuggiti dalla guerra in Libia la primavera scorsa e dopo aver attraversato il Mediterraneo su un gommone sono arrivati a Lampedusa.  La madre, Kemi, portava in grembo la sua creatura proprio durante quel viaggio, mentre il piano d'accoglienza della Regione Toscana la inviava insieme a suo marito Emmanuel al Rifugio Sant'Anna di Massa Marittima.  Lì sono trascorsi i mesi e a ottobre Joy Anna è venuta al mondo, nell'ospedale Misericordia di Grosseto. È passato altro tempo, e la bambina è stata battezzata nella chiesa massetana di Sant'Agostino secondo i riti cristiani. Passano poi delle settimane e Marras, durante il progetto "Cara Italia", lancia la proposta: «Diamo la cittadinanza onoraria ai figli degli immigrati nati nel nostro territorio», scatenando un vero e proprio dibattito.  Ecco dunque che la piccola diventa l'esempio calzante per questa iniziativa. «Se un bambino nasce nel nostro paese, la cittadinanza è il primo passo dell'accoglienza» dice il presidente della Sds Luciano Fedeli, che con profughi e rifugiati politici ha a che fare da un pezzo.  Di mezzo, oltre agli oppositori della cittadinanza ai figli degli immigrati, tra moderati e fermi contrari, c'è soprattutto la legge. La normativa infatti vieta il rilascio alla prole di immigrati, rifugiati e così via. «Al di là degli aspetti giuridici, che ovviamente rispettiamo, dal punto di vista umano la bambina per noi è italiana» continua Fedeli, che sposa quindi l'iniziativa di Marras, che ha annunciato di portare la proposta all'esame del consiglio provinciale prima di Natale. Del resto, il primo a lanciare questo tipo d'idea è stata proprio un'isitituzione, una delle più alte nel nostro ordinamento: il presidente della Repubblica.  «È una follia non dare la cittadinanza ai figli degli immigrati che nascono nel nostro Paese» ha detto Napolitano.  Quindi, qualcosa per Fedeli si può fare. «Se c'è la possibilità di un'azione istituzionale più ampia possibile, che coinvolga anche Regione e Provincia, noi siamo ben lieti di intraprenderla per dare la cittadinanza a Joy Anna». Nel mondo di esempi di questo livello d'altronde non mancano: «negli Stati Uniti se un bambino nasce a bordo di una nave statunitense è americano».  Figuriamoci se nasce a terra, qui in Italia. A Grosseto, appunto.  

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