Sicurezza
Nel 2006 una dipendente della ditta era finita nei guai insieme al fidanzato e a un amico di questultimo
Condannata per i caschi rubati alla Vemar
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VEMAR HELMETS. Alcuni caschi della ditta grossetana Messi in vendita su eBay erano stati recuperati grazie a una trappola dei carabinieri
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GROSSETO. Sorpresa! Chi stava vendendo su eBay quei caschi Vemar a 500 euro era il fidanzato di una dipendente della ditta, che l'avrebbe rubato insieme ad altri cinque. Lo avevano scoperto i carabinieri ai quali si era rivolto il titolare della Vemar Helmets: era stato organizzato un appuntamento-trappola al quale si era presentato un amico del fidanzato della ragazza. Giulia Morini, 31 anni, di Grosseto, è stata adesso condannata a 2 mesi, 20 giorni e 300 euro (pena sospesa e non menzione) dal giudice Puliatti, che ha proceduto con il rito abbreviato. Il pm onorario Bartalini aveva chiesto 4 mesi e 500 euro. Il giudice ha anche stabilito un risarcimento da 3.000 euro nei confronti della ditta (costituitasi con l'avvocato Solari) più 1.300 euro per le spese. Difesa D'Amato. Era accusata del furto di 6 caschi in carbonio modello "Space", ciascuno da 800 euro, risalente al marzo 2006, quando lei era dipendente della ditta. Con lei erano finiti sotto processo il fidanzato Luis Fernando Leandri e l'amico Leandro Cappuccio. Era stato quest'ultimo che si era presentato all'appuntamento-trappola, organizzato con il titolare della Vemar Helmets che si era presentato con una banconota da 500 euro segnata. A mettere in moto tutto era stato un dipendente della ditta, incuriosito da un annuncio su eBay. Aveva preso apposta accordi per due caschi («uno per me, uno per la mia ragazza») per visionare il materiale, avvertendo il titolare che si era rivolto ai carabinieri. I militari avevano trovato altri due caschi nell'auto di Cappuccio; questi aveva spiegato che gli erano stati dati da Leandri. E Leandri (nella sua casa gli altri 3 caschi) aveva detto che gli erano stati dati dalla fidanzata Giulia. Leandri e Cappuccio avevano oblato 516 euro già nel 2008 per incauto acquisto: così era stata meglio qualificata l'originaria imputazione di ricettazione.
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