Il Tirreno

Grosseto

«Scarsa e inadeguata presenza in servizio» sono tra i motivi dell’allontanamento

Segretaria licenziata: il Comune ha ragione

Alfredo Faetti
<b>EX SINDACO.</b> Alessandro Fabbrizzi
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EX SINDACO. Alessandro Fabbrizzi

Il Tar respinge una richiesta di risarcimento danni di 400mila euro

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 GAVORRANO. Un segretario comunale sollevato dal suo incarico, un sindaco che l'accusa di gravi violazioni e una richiesta danni all'ente di 400mila euro, respinta dal giudice. La vicenda riguarda il Comune di Gavorrano e secondo il suo avvocato questa è una decisione «che farà giurisprudenza». Perché sollevare un segretario comunale non è cosa semplice.  «Ha un rapporto di organico con l'ente, con nomina fiduciaria del sindaco» spiega l'avvocato Maria Picardi. E può essere sollevato dal suo incarico soltanto per «gravi violazioni ai suoi compiti essenziali». È il sindaco a decidere la revoca, che prende corpo soltanto dopo il parere positivo della giunta.  Insomma, un rapporto complicato da sciogliere e abbastanza raro per avere un confronto giuridico. Ma a Gavorrano queste vicende sono di casa e questa, in particolare, risale al 2005, quando l'allora sindaco Alessandro Fabbrizzi nominò segretaria Eva Batistoni, per poi revocarle l'incarico nel 2008 per, appunto, «gravi violazioni ai doveri di ufficio», come spiega Picardi. «Più precisamente: - continua - una scarsa ed inadeguata presenza in servizio, nonché la violazione dei compiti essenziali della funzione di segreteria, ossia quello di collaborazione ed assistenza giuridico - amministrativa nei confronti dell'ente; il dovere di partecipazione con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del consiglio e della giunta; i compiti di coordinamento dei responsabili dei servizi». Una serie di motivi per cui Fabbrizzi decise di sollevare Batistoni, che non la prese bene e dopo aver rinunciato alla conciliazione nella direzione provinciale del lavoro ricorse al giudice, chiedendo l'annullamento della revoca e la reintegra nel posto di lavoro. Non solo: «chiese anche - continua l'avvocato - un risarcimento del danno (patrimoniale, professionale, esistenziale, alla salute, fino a sostenere un danno da mobbing), pretendendo, addirittura, di avere una maggiorazione della retribuzione di posizione e della retribuzione di risultato, per una richiesta complessiva, avanzata nei confronti dell'amministrazione, del valore di circa 400mila euro». Avesse vinto, oggi per il Comune di Gavorrano sarebbero guai seri, dato il vento di crisi che tira. Ma così non è andata e dopo tre anni di contenzioso il giudice del lavoro ha dato ragione all'ente e alla decisione di Fabbrizzi.

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