Il Tirreno

Grosseto

La De Simone si autosospende

<b>BUFERA </b>giudiziaria a Palazzo Aldobrandeschi
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BUFERA giudiziaria a Palazzo Aldobrandeschi

«Lascio la presidenza della commissione provinciale»

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 GROSSETO. È un terremoto, quello che scuote uffici e corridoi di Palazzo Aldobrandeschi. Cinque persone indagate per un giro di presunte "agevolazioni" negli iter burocratici per la costruzione di impianti fotovoltaici. E tra queste un funzionario della Provincia e sua moglie: Renzo Rossi e Reana De Simone.  Rossi è il responsabile dell'Ufficio energia della Provincia e di procedimenti per il rilascio delle autorizzazioni in sede di conferenze dei servizi. Reana De Simone è invece un tecnico faunistico, ma è anche impegnata in politica, presidente della Commissione provinciale per le Pari Opportunità. I due sono marito e moglie. E secondo l'ipotesi accusatoria sulla quale sta lavorando il sostituto procuratore Stefano Pizza, il marito avrebbe dato un "aiutino" - tempistica accelerata e valutazioni favorevoli - ad alcune pratiche presentate da privati; i quali a loro volta avrebbero ricambiato offrendo incarichi professionali alla moglie. Nell'inchiesta, partita come filone collaterale di quell'altra indagine che nel marzo scorso portò al blitz di Scansano e alle clamorose dimissioni dell'allora sindaco, Marzio Flavio Morini, sono coinvolte altre tre persone, tra cui i privati che avrebbero "oliato" Rossi e il suo ufficio. Ma è chiaro che il giorno dopo la bufera è innanzitutto politica. E subito si registrano le prime conseguenze: Reana De Simone si autosospende dal suo incarico politico.  «L'indagine della magistratura - scrive la De Simone in una nota diffusa ieri mattina - oltre a crearmi un profondo turbamento, impone scelte precise rispetto al ruolo pubblico di presidente della Commissione pari opportunità provinciale. Ho creduto e credo nell'importanza della Commissione. La fiducia che il consiglio provinciale e, poi, le altre componenti la Commissione hanno avuto in me indicandomi come presidente richiede, in questa situazione, un atto che consenta la piena e serena operatività dell'organismo. Io non posso essere serena e non desidero che questa mia difficoltà ricada sulle altre commissarie e sull'Ente che mi ha dato fiducia. Per tutti questi motivi ho deciso di autospendermi dall'incarico in attesa dell'evoluzione delle vicende giudiziarie legate alla mia professione. Il mio più grande desiderio è che la magistratura faccia con rapidità il proprio lavoro, con la competenza e l'attenzione che le riconosco da sempre». Anche il presidente della Provincia interviene. Poche righe per ribadire fiducia nella magistratura e al tempo stesso nei suoi uffici. «Commentare un'indagine ancora in corso - dice Leonardo Marras - non è opportuno. In questa fase mi preme ribadire la fiducia della Provincia nell'operato della magistratura, nei confronti della quale c'è sempre stata massima disponibilità e collaborazione che rinnovo anche ora. Allo stesso modo ribadisco la mia fiducia negli uffici dell'area Ambiente e nel gruppo di funzionari e dipendenti che ne fano parte, augurandomi che su questa vicenda si arrivi quanto prima alla conclusione dei procedimenti».

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