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Grosseto

Ketamina dall'India, giovane nei guai

<b>LA POLIZIA</b> ha arrestato l&#146;uomo
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LA POLIZIA ha arrestato l’uomo

Arrestato operaio edile di 28 anni. La droga arrivava da Bologna

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 FOLLONICA. Ventidue ordinanze di custodia cautelare e 360 litri di ketamina sequestrati. Sono questi i numeri dell'operazione Alexander 2008, condotta dalla squadra mobile della questura di Bologna. Nei guai è finito anche un follonichese, di 28 anni, accusato di spaccio.  L'indagine è cominciata tre anni fa e ha già consentito di arrestare 32 persone, per lo più incensurate, e di sequestrare 360 litri di ketamina: si tratta di una potente droga sintetica (un farmaco anestetico nato per uso veterinario, destinato ad animali di grossa taglia), riconvertito in droga da sballo in quanto più economica della cocaina (10-15 euro la dose) e con effetti ancora più dirompenti, soprattutto sugli adolescenti, che spesso non ne conoscono nemmeno la reale forza distruttiva. Droga che ha già conquistato un suo mercato, quello ad esempio di alcuni luoghi di ritrovo pubblico e di divertimento e i rave party. Giovani, quasi tutti italiani, senza precedenti e nella totale inconsapevolezza del "prodotto" che maneggiano e che mettono in circolazione. Bastano infatti dosi assai modeste per sortire effetti, per cui la domanda sul mercato molto forte.  Tra questi c'era anche Gennaro Cefariello, 28 anni di Ercolano che però vive a Follonica dove lavora come operaio edile. Il ragazzo era già stato arrestato a Bologna a marzo del 2009 per detenzione di ketamina. L'inchiesta era la stessa. Il gip che ha firmato le ordinanze di custodia cautelare, però, non ha disposto l'arresto per il giiovane ma solo l'obbligo di dimora. A lui infatti, è stato contestato soltanto lo spaccio e non l'associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di droga. Le "menti" dell'organizzazione sarebbero Marco Siddi, 36 anni, milanese e Mattia De Idda, 26 anni, cagliaritano, entrambi con base operativa su Roma e Londra e titolari della società con sede nella cpaitale inglese "Family group" per l'organizzazione di eventi musicali, in particolare musica tecno. Una società perfettamente legale, spiegano gli inquirenti, che serviva da copertura. La droga arrivava in Italia da Goa in India - su tessuti, pashmine o vestiti imbevuti della sostanza allo stato liquido - dopo aver transitato su Londra dove la ketamina non sanzionabile penalmente, ma solo in via amministrativa. Qui, dopo un processo inverso di "riconversione" dagli indumenti, veniva rispedita in Italia o con corrieri o via aerea sciolta in bottiglie d'acqua, shampoo o altri liquidi. A Bologna c'era poi il terzo anello forte della catena, Alberto Cappucci, 37 anni, definito dagli inquirenti il referente dello smercio a livello nazionale. L'uomo che probabilmente cedeva a Cefariello la Ketamina per essere poi venduta in Maremma. (f.g.)

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