Sicurezza
I Verdi chiedono invece l’istituzione di un tavolo anche per i lavoratori dei villaggi turistici
Il Pd fa quadrato intorno alla Baldi
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INCENERITORE. Dibattito acceso sulla sorte dell’ impiantoCaos inceneritore, l'attacco del Comitato: «Troppi interessi in questo affare»
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SCARLINO. È il giorno della chiarezza. I Verdi la chiedono al Pd, l'rsu al Comitato No all'inceneritore. E le risposte, non si fanno attendere. A partire da quella dei democratici, che fanno quadrato sulla scelta dell'amministrazione di Follonica. A ribadire la coerenza del partito, nella città del Goldo, sulla scelta del sindaco Eleonora Baldi di ricorrere al Tar, è il segretario Mirko Trebleschi. «C'erano state delle anomalie sia formali che sostanziali nei percorsi autorizzativi - dice il segretario Pd - e l'amministrazione comunale in coerenza con il proprio programma elettorale ha deciso di verificare se tali anomalie ipotizzate fossero reali. La sentenza del Tar seppur non definitiva mette in evidenza errori ed omissioni che giustificano le nostre preoccupazioni in merito». Ma anche, stando alle parole di Trebleschi, una «sconfitta della politica, che non è riuscita a svolgere a pieno il suo ruolo. Ci lasciano perplessi le prese di posizione spesso insipegabili degli enti coinvolti in questa vicenda». Ora però, è arrivato il tempo di ricostruire «il futuro del nostro territorio, evitando di ricadere in attriti e contrapposizioni, spesso più fittizie che reali. Si riparte dal lavoro sul piano provinciale dei rifiuti, da Strillaie, e dalla consapevolezza che non può essere l'incenerimento la via migliore per chiudere il ciclo dei rifiuti». Risposte che si aspettavano i Verdi, che sono in maggioranza a Follonica ma che avevano sollecitato proprio il Pd a dare queste risposte. «Siamo al fianco dei lavoratori - dice Fernando Bolognesi, coordinatore dei Verdi - ma dobbiamo anche rilevare che di posti di lavoro ne sono già mancati di recente, e questi riguardano la chiusura dei villaggi turistici che hanno visto la mancata collocazione di circa 70 lavoratori, ancora oggi disoccupati, per i quali non sembra che le istituzioni abbiano espresso la stessa solidarietà riservata a quelli di Scarlino Energia». L'invito all'amministrazione è stringato: «Istituire un tavolo - aggiunge - per trattare e vedere finalmente riaprire il villaggio già a gennaio». Ma si parla anche di politica: «È necessario che il Pd - aggiunge Bolognesi - ascolti tutti i partiti della coalizione e spinga l'acceleratore sulla raccolta differenziata spinta». E nel giorno della chiarezza, alle domande dei lavoratori dell'rsu di Scarlino Energia risponde il presidente del Comitato No all'inceneritore Mario Monciatti. «Ci hanno chiesto da dove vengono i nostri soldi - dice - Tra i nostri soci e sostenitori ci sono centinaia di cittadini. Le quote associative o contributi volontari da essi versati, il supporto di alcune associazioni di categoria, e le attività di autofinanziamento, rappresentano l'unica fonte di introito. Non abbiamo mai ricevuto soldi né da partiti e nemmeno dalle amministrazioni. E la stessa trasparenza nostra dovrebbe essere, a maggior ragione, richiesta ai protagonisti della confusa vicenda dell'inceneritore. Protagonisti che hanno strutture, realtà, patrimoni, partecipazioni, società,interessi e legami la cui consistenza e ramificazione li celano alla comprensione dei cittadini».
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