Attenzione
Un anno di tempo per la scuola
Fiora Bonelli
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L’ASSEMBLEA di ieri. Qui sopra il sindaco MambriniLa richiesta dei politici amiatini per riorganizzare l'istruzione
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ARCIDOSSO. Istituti comprensivi amiatini: alla vigilia delle decisioni dell'assessore provinciale all'Istruzione Cinzia Tacconi, si chiede tempo per venire a capo della situazione complessa che la riorganizzazione scolastica creerà dal prossimo anno. I nodi da sciogliere sono tanti. Ieri, giorno della manifestazione dei genitori e del colloquio dirigenza e docenti del comprensivo di Arcidosso col sindaco Landi, ha fatto segnare una temperatura alta. Soprattutto in attesa del parere di Tacconi che, con la patata bollente in mano, oggi deve licenziare la proposta di riorganizzazione delle autonomie dei Comprensivi. Pare che i politici amiatini chiedano tempo, per lo meno un anno, prima di mettere in pratica qualsiasi piano.
La stessa Conferenza dei sindaci che si è espressa per una ricomposizione di tutte le scuole degli otto comuni dentro la piattaforma dell'Unione, ha chiesto di attendere per lo meno un anno prima di fare mosse azzardate. Vale a dire che il prossimo anno le cose potrebbero rimanere come sono e intanto capire come comporre con le scuole inferiori un quadro che piaccia a docenti, genitori e alunni, politici e territori vicini come Civitella Paganico e Sorano e Pitigliano. Questo è quello che il sindaco Landi ha spiegato sia a docenti che a genitori nella giornata dedicata alla scuola. Perché l'auspicio politico è quello di reintegrare nell'Unione chi al momento non c'è: mancano, infatti, all'appello, Cinigiano che adesso è nel Comprensivo di Civitella e Castell'Azzara, ora con Sorano. Ma il ritiro di queste due scuole dagli attuali Comprensivi scompiglierebbe Civitella e Sorano, mentre senza Seggiano, Castel del Piano non avrebbe i numeri sufficienti per essere autonomo. E così Santa Fiora che senza Castell'Azzara precipiterebbe sotto 400 alunni. Castel del Piano, poi, non essendo considerato, paradossalmente, neppure comune montano, non ha nemmeno la chance delle deroghe concesse per montanità. Insomma un quadro dove ciascun comune e ciascuna scuola sembra avere le proprie ragioni e tenersi stretta quell'autonomia che nei numeri ci sarebbe, ma che poi nella pratica diventa questione spinosa. Nessuno è disposto a mollare nulla a nessuno. In questo quadro molto incerto e agitato, la Conferenza dei sindaci dell'Unione vuole prendere tempo.
Lo invoca il sindaco di Cinigiano Silvana Totti, lo reputa necessario il sindaco di Castell'Azzara Marzio Mambrini, che afferma: «Visto il guazzabuglio che si sta creando, credo sia più saggio un momento di cristallizzazione. Perché proprio la faccenda scuola con la quale abbiamo voluto inaugurare l'Unione affidandole la funzione istruzione dei comuni, è quella che rischia di metterla in crisi. A me preme, innanzitutto, mantenere le nostre scuole. Mi interessa molto meno la dirigenza sotto la quale andremo.
Nel mio comune sta nascendo la struttura del nuovo polo scolastico. Non vorrei essere il sindaco che lo costruisce materialmente e lo svuota di alunni. Noi abbiamo flussi di studenti che arrivano anche da Sorano nel cui comprensivo ricadiamo. È una realtà che dobbiamo tenere di gran conto». Ma a questo discorso chi piange è S.Fiora, senza numeri (se non prende Castell'Azzara) per l'autonomia.
La stessa Conferenza dei sindaci che si è espressa per una ricomposizione di tutte le scuole degli otto comuni dentro la piattaforma dell'Unione, ha chiesto di attendere per lo meno un anno prima di fare mosse azzardate. Vale a dire che il prossimo anno le cose potrebbero rimanere come sono e intanto capire come comporre con le scuole inferiori un quadro che piaccia a docenti, genitori e alunni, politici e territori vicini come Civitella Paganico e Sorano e Pitigliano. Questo è quello che il sindaco Landi ha spiegato sia a docenti che a genitori nella giornata dedicata alla scuola. Perché l'auspicio politico è quello di reintegrare nell'Unione chi al momento non c'è: mancano, infatti, all'appello, Cinigiano che adesso è nel Comprensivo di Civitella e Castell'Azzara, ora con Sorano. Ma il ritiro di queste due scuole dagli attuali Comprensivi scompiglierebbe Civitella e Sorano, mentre senza Seggiano, Castel del Piano non avrebbe i numeri sufficienti per essere autonomo. E così Santa Fiora che senza Castell'Azzara precipiterebbe sotto 400 alunni. Castel del Piano, poi, non essendo considerato, paradossalmente, neppure comune montano, non ha nemmeno la chance delle deroghe concesse per montanità. Insomma un quadro dove ciascun comune e ciascuna scuola sembra avere le proprie ragioni e tenersi stretta quell'autonomia che nei numeri ci sarebbe, ma che poi nella pratica diventa questione spinosa. Nessuno è disposto a mollare nulla a nessuno. In questo quadro molto incerto e agitato, la Conferenza dei sindaci dell'Unione vuole prendere tempo.
Lo invoca il sindaco di Cinigiano Silvana Totti, lo reputa necessario il sindaco di Castell'Azzara Marzio Mambrini, che afferma: «Visto il guazzabuglio che si sta creando, credo sia più saggio un momento di cristallizzazione. Perché proprio la faccenda scuola con la quale abbiamo voluto inaugurare l'Unione affidandole la funzione istruzione dei comuni, è quella che rischia di metterla in crisi. A me preme, innanzitutto, mantenere le nostre scuole. Mi interessa molto meno la dirigenza sotto la quale andremo.
Nel mio comune sta nascendo la struttura del nuovo polo scolastico. Non vorrei essere il sindaco che lo costruisce materialmente e lo svuota di alunni. Noi abbiamo flussi di studenti che arrivano anche da Sorano nel cui comprensivo ricadiamo. È una realtà che dobbiamo tenere di gran conto». Ma a questo discorso chi piange è S.Fiora, senza numeri (se non prende Castell'Azzara) per l'autonomia.
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