La manifestazione
Orbetello. LAlbo pretorio pubblica notizie sulla salute di due cittadini. Lassessore Aldi: «Violazione chiara»
Su Internet i dati coperti da privacy
Claudia Della Verde
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ASSESSORE Lavvocato Aldi Clamorosa gaffe del sito comunale: on line nomi e diagnosi di malati
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ORBETELLO. L'amministrazione comunale in prima linea sul fronte trasparenza. Stavolta però, ne è stata usata addirittura troppa. È il caso di alcune ordinanze pubblicate sull'albo pretorio on line, dove si leggono, tra gli altri, atti firmati dal sindaco su questioni molto delicate. Il Comune di Orbetello ha dovuto caricare sul web, dal 1º gennaio di quest'anno, tutti gli atti previsti dall'articolo 32 della legge 69 del 2009. Questa legge prevede l'obbligo per gli enti pubblici di mostrare sui propri siti Internet i provvedimenti amministrativi per i quali è richiesta pubblicità legale. Sull'albo pretorio on line di Orbetello, voce "ordinanze sindacali", ieri c'è finito qualcosa di dubbia legittimita e di sicura indelicatezza: non appena aperta la pagina, in cima all'elenco delle ordinanze ne spiccano due relative a ricoveri urgenti per trattamenti sanitari obbligatori. Nei documenti (anzi, addirittura nelle intestazioni dei documenti) si leggono i nomi delle persone malate e i motivi degli interventi psichiatrici. Il tutto alla faccia del decreto legislativo numero 196 del 2003, che garantisce il diritto alla tutela dei dati personali, in questo caso molto sensibili e riferiti addirittura a una persona deceduta qualche mese fa. Cercando di capire come può essere capitato un simile fatto, si è interpellato il responsabile dell'ufficio informatico lagunare. A una prima impressione la colpa è stata data a un bug (baco, nel gergo tecnico, che indica un errore nella scrittura di un programma software), per poi accertare che tutti i dati erano stati inseriti dall'ufficio segreteria, quasi certamente sotto le direttive del nuovo dirigente, il quale ha probabilmente richiesto un adeguamento alla normativa ministeriale per tutte le informazioni che finora erano rimaste escluse dalla pubblicazione. Questa intenzione è facilmente deducibile dalla data degli atti, tutti molto precedenti al 28 e 29 novembre, momento della loro apparizione sul sito del Comune. L'assessore Luca Aldi, avvocato, informato dell'accaduto è esplicito: «Siamo di fronte ad una violazione della privacy - dice - i nomi non dovevano essere pubblicati vista la delicatezza di alcune informazioni. È possibile che non sia stata fatta una cernita. Per domattina (oggi ndr) provvederemo a dare direttive agli uffici per rimuovere le informazioni non conformi dal sito e per adempiere a entrambe le normative». Esprimendo il proprio rammarico per l'accaduto, rimarca il concetto: «Per rispettare un obbligo di legge, non possiamo infrangerne un altro».
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