La manifestazione
Napolitano "assolve" il vescovo
Il presidente della Repubblica firma un decreto in cui respinge un ricorso degli atei: d’ora in poi i prelati potranno andare in visita pastorale nelle scuole pubbliche senza timore di essere denunciati
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“Finalmente un freno all’arroganza laicista”, gongolano i cattolici italiani su www.culturacattolica.it. D’ora in poi i vescovi potranno andare in visita pastorale nelle scuole pubbliche senza timore di essere denunciati dagli “atei”.
A fare scuola è un caso esploso a Grosseto nel 2008 e sul quale oggi un decreto firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette la parola fine. Vescovi-laici uno a zero.
Proprio quattro anni fa il vescovo Franco Agostinelli avviò un suo giro di visite pastorali nelle scuole grossetane, suscitando l’agguerrita riprovazione dei laicisti: a far fuoco e fiamme fu la Uaar (associazione atei e agnostici razionalisti) che fece ricorso straordinario al Capo dello Stato contro l’atto della dirigente scolastica e la visita del vescovo.
Oggi che il percorso giurisdizionale e amministrativo si è concluso e l’atto di Napolitano recepisce e firma un parere del Consiglio di Stato, si riconosce che il vescovo di Grosseto ha agito bene, poiché “la visita pastorale è avvenuta nelle ore di lezione e non si è svolta nel compimento di atti di culto (eucarestia, benedizione etc), ma attraverso una testimonianza su valori religiosi e culturali, che sono alla radice della catechesi cattolica”.
A fare scuola è un caso esploso a Grosseto nel 2008 e sul quale oggi un decreto firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano mette la parola fine. Vescovi-laici uno a zero.
Proprio quattro anni fa il vescovo Franco Agostinelli avviò un suo giro di visite pastorali nelle scuole grossetane, suscitando l’agguerrita riprovazione dei laicisti: a far fuoco e fiamme fu la Uaar (associazione atei e agnostici razionalisti) che fece ricorso straordinario al Capo dello Stato contro l’atto della dirigente scolastica e la visita del vescovo.
Oggi che il percorso giurisdizionale e amministrativo si è concluso e l’atto di Napolitano recepisce e firma un parere del Consiglio di Stato, si riconosce che il vescovo di Grosseto ha agito bene, poiché “la visita pastorale è avvenuta nelle ore di lezione e non si è svolta nel compimento di atti di culto (eucarestia, benedizione etc), ma attraverso una testimonianza su valori religiosi e culturali, che sono alla radice della catechesi cattolica”.
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