Il Tirreno

Grosseto

Concessioni: la carica dei Comuni

<strong>CAPALBIO</strong> Il sindaco Bellumori e una spiaggia della zona
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CAPALBIO Il sindaco Bellumori e una spiaggia della zona

Da tutta la costa richieste al governo per prorogare le scadenze

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CAPALBIO. Una mozione che sarà presentata in tutti i consigli comunali delle amministrazioni sulla costa per chiedere norme certe e il rispetto della deroga fino al 2015 per l'entrata in vigore della direttiva Bolkenstein per la parte che riguarda le concessioni demaniali.  C'erano tutti, all'incontro promosso dal sindaco di Capalbio Luigi Bellumori. I balneari che lavorano sulla Costa d'Argento, i rappresentanti di Sib - Ascom Confcommercio e di Fiba Confesercenti, i rappresentanti del Consorzio Turistico Maremmare e di Confindustria, i sindaci di Castiglione della Pescaia e Monte Argentario, il presidente del consiglio comunale di Orbetello Mario Chiavetta, l'adesione del sindaco di Isola del Giglio e il primo cittadino di Capalbio hanno animato il dibattito dell'incontro che si è tenuto lunedì a Capalbio sulla direttiva Bolkestein.

In serata è arrivata l'adesione anche del Comune di Grosseto e di Follonica. Un incontro che si è concluso con l'approfondimento di una bozza di delibera che i consigli comunali dovranno poi discutere. Gli interventi hanno rilevato come sia necessario definire la procedura di infrazione, opponendo alla Commissione europea la validità del sistema normativo italiano sia in materia di concessioni demaniali marittime, attraverso l'esclusione della categoria dalla direttiva servizi o mediante una specifica deroga ai sensi della stessa, come del resto già realizzato per altre categorie di servizi, anche in ragione della specificità, unicità e originalità del settore del turismo ricreativo balenare nazionale.

La tempistica implica che al più presto e comunque non oltre il 28 dicembre vengano proposte alla Commissione Europea modifiche normative nazionali volte a escludere le concessioni demaniali a uso turistico-ricreativo dalla direttiva servizi (creando, peraltro, un apposito e specifico "statuto normativo" dell'impresa turistico - balneare e delle sue funzioni di pubblico rilievo e interesse) e che comunque sia prevista per esse un'apposita deroga, sulla base della procedura prevista dalla direttiva, in virtù della specificità del settore delle concessioni demaniali, fortemente caratterizzato da rilevanti investimenti materiali e occupazionali, della sua unicità a livello europeo, dei motivi di interesse generale, di sicurezza e tutela ambientale previsti dalla direttiva medesima quali fattori di esclusione, del sussistere della libertà di stabilimento in ragione della vastità delle risorse naturali presenti lungo le coste italiane e della conseguente possibilità di rilascio di nuove concessioni.

Nessuno escluso dai tavoli sui quali dovranno pervenire gli atti assunti dai consigli comunali: dal presidente del Consiglio alla Regione passando per tutti i gradi istituzionali che serviranno a garantire la deroga.

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