Il Tirreno

Grosseto

È guerra tra le scuole Genitori in piazza e Civitella in rivolta

Fiora Bonelli
È guerra tra le scuole Genitori in piazza e Civitella in rivolta

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CINIGIANO. Istituti comprensivi dell'Amiata: la miccia è accesa, la guerra è aperta e si espande a macchia d'olio dalla montagna alle colline. Si muovono genitori e docenti, dirigenze e politici. I genitori del comprensivo di Arcidosso oggi alle 16.30 scendono in piazza per contestare l'aggregazione di Seggiano a Castel del Piano e per caldeggiare, invece, un unico grande Comprensivo. Che abbracci Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano. L'onda della contestazione arriva sull'Amiata fin dall'Istituto comprensivo di Civitella Paganico, di cui oggi fa parte la scuola di Cinigiano.  Perché Cinigiano, dal prossimo anno scolastico, dovrà passare con Arcidosso. Ma questa mossa metterà in crisi, con rischio di morte, l'attuale Comprensivo di Civitella Paganico, che perderebbe i numeri sufficienti per la propria autonomia. Una scacchiera dai sottilissimi equilibri per cui, se si sposta una pedina, si è costretti immancabilmente a muoverle tutte e a scomporre il quadro.  Che è questo (e che a nessuno piace): Castel del Piano con Seggiano (adesso con Arcidosso); Arcidosso con Cinigiano (adesso con Civitella Paganico); Santa Fiora con Castell'Azzara (adesso con Pitigliano e Sorano). Ma i genitori e i docenti e la direzione di Arcidosso e Seggiano non ci stanno e vogliono a gran voce che si riuniscano tre scuole, Arcidosso, Castel del Piano e Seggiano.  I genitori (che hanno presentato una lettera di protesta all'Unione speciale dei comuni) manifesteranno il proprio dissenso oggi alle 16.30 davanti al palazzo comunale arcidossino. La richiesta è di modificare quanto già deciso e di badare al bene degli studenti: continuità di insegnamento, progetti in corso e sicurezza dell'autonomia scolastica (ovvero posti di lavoro).  Anche i docenti di Arcidosso, con la dirigente Patrizia Matini, si sono espressi contro e stamattina sono convocati dal sindaco, Emilio Landi, che spiegherà come le scuole dei comuni dell'Unione debbano essere reintegrate dentro l'Unione stessa, dato che gli enti le hanno affidato la funzione istruzione.  Una razionalizzazione che non digerisce nemmeno Civitella Paganico perché senza Cinigiano (con cui forma il Comprensivo) perderebbe la propria autonomia. Da qui la dura reazione della scuola e di tutta la comunità: «Il corpo docente dell'istituto comprensivo di Civitella Paganico, il dirigente Cinzia Machetti, l'amministrazione comunale e le famiglie di Cinigiano esprimono il loro fermo no a interventi di ingegneria politica nocivi per gli studenti che sono gli attori principali del processo educativo e che, spesso, non sono tenuti nella dovuta considerazione da chi gestisce la cosa pubblica», scrive a nome di tutti l'insegnante Epimaco Pagano. «Cosa ci sia dietro l'insistente richiesta da parte degli amministratori amiatini, di preciso, non è dato saperlo - proseguono - di certo la condivisione di molti servizi tra i paesi che afferiscono all'Unione dei comuni del Monte Amiata (di cui il comune di Cinigiano fa parte) non giustifica una tale decisione: i servizi si condividono solo se producono un miglioramento, altrimenti si lasciano le cose come sono».  E il Comprensivo di Civitella Paganico specifica, nero su bianco, che anche Cinigiano vuol restare dov'è e che «nella riunione di lunedì scorso con il sindaco, Silvana Totti, e l'assessore alla cultura, Romina Sani, docenti, collaboratori scolastici e famiglie hanno espresso il loro dissenso per un eventuale passaggio delle scuole dal comprensivo di Civitella a quello di Arcidosso».

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