Il Tirreno

Grosseto

Gli accertamenti della polizia municipale e dei carabinieri del Noe risalivano al maggio 2007

Abusi a Marina, assolto Biliotti

<b>EX PRESIDENTE</b> Saimo Biliotti
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EX PRESIDENTE Saimo Biliotti

L'ex presidente del Coseca era sotto accusa per le opere nel cantiere

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 GROSSETO. La difesa ha sostenuto pochi elementi ma significativi e cioè che quel terreno era stato concesso dallo stesso Comune - che ha quote del Coseca - a titolo temporaneo, per un servizio di utilità pubblica come la raccolta dei rifiuti, con realizzazioni prive di fondamenta. Quali sono state le motivazioni del giudice lo si saprà solo fra un mese. Ma intanto Saimo Biliotti, ex presidente del Coseca, ora consigliere comunale, si vede assolto.  Assolto perché il fatto non costituisce reato dall'accusa di aver realizzato, come responsabile legale del Coseca, opere abusive nella pineta di Marina di Grosseto: manufatti in lamiera e legno o prefabbricati, compattatori appoggiati su una platea in cemento, tettoie ancora in legno e lamiera che insistevano nel cantiere che il Coseca aveva ricavato nella pineta non lontano dal depuratore. Realizzazioni che secondo l'accusa non avevano il permesso a costruire e nemmeno il nulla osta dell'autorità preposta al vincolo paesistico. Assolto dal giudice Sergio Compagnucci anche dall'accusa di smaltimento rifiuti senza autorizzazione.  I fatti erano stati accertati dalla polizia municipale nel maggio 2007: la pattuglia aveva compiuto un sopralluogo e aveva evidenziato la presenza di una quindicina di punti in cui erano presenti manufatti di vario genere, tutti a servizio dell'attività svolta dagli operai del consorzio. Nel novembre 2007, la municipale era tornata e aveva constatato la rimozione di quasi tutti i manufatti. Ma a maggio, avevano sottolineato gli agenti, non esisteva alcuna autorizzazione. In quegli stessi giorni di primavera era intervenuto anche il Noe dei carabinieri, su segnalazione dei cittadini, per riscontrare l'eventuale violazione della normativa sui rifiuti. All'epoca dell'intervento della polizia giudiziaria, vennero presi accorgimenti affinché il Coseca non dovesse comunque interrompere o svolgere con difficoltà maggiore il suo lavoro, dato che si era all'inizio dell'estate.  Cosa era avvenuto? Il cantiere in precedenza era situato in un'area vicina, poi diventata privata, sempre tra via del Navigatore e il canale San Rocco. Così lo stesso Comune aveva messo a disposizione e indicato un'area adiacente, sempre nella pineta: era il 3 novembre 2006. E così il cantiere era stato spostato. Dunque - ha evidenziato il difensore Luciano Giorgi sollecitando l'assoluzione del proprio assistito - era stato lo stesso Comune a indicare, oltretutto provvisoriamente, la nuova sede del cantiere. Nulla dunque poteva essere imputato a Biliotti che, tra l'altro, era entrato in carica come presidente del Coseca soltanto alla fine del dicembre 2006 e nel maggio successivo aveva potuto prendere conoscenza soltanto di una parte delle questioni che riguardavano l'amministrazione e la gestione dell'azienda.  Al termine del dibattimento, il pm onorario Massimiliano Tozzi aveva sollecitato una condanna a 2 mesi di e 26mila euro di ammenda. P.S.

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