Sicurezza
Commissione di garanzia. Due voti a favore e sei astenuti: quelli del centrosinistra e di Sel
Trovato l'accordo, Angelini è il presidente
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PRESIDENTE Pier Francesco Angelini 3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Due voti a favore, il suo e quello del consigliere Riccardo Megale, e sei astenuti: il consigliere del Pdl Pierfrancesco Angelini è il presidente della neonata quinta commissione consiliare, la commissione di garanzia e di controllo di cui, per la prima volta, il Comune di Grosseto si è dotato. Alla fine, dunque, si è trovato un accordo e la maggioranza ha deciso di astenersi, così come pure ha fatto la capogruppo di Sel, Cristina Citerni, dando il via libera a una presidenza che, di recente, ha fatto discutere. Vice di Angelini è stato eletto, questa volta con il voto favorevole della maggioranza e l'astensione delle opposizioni, il giovane consigliere del gruppo Udc-Api Jacopo Tonelli. La nascita della commissione di garanzia è stata accompagnata da lunghe polemiche. Al Pd e agli altri gruppi della maggioranza di centrosinistra è stato rimproverato da tutti i gruppi di opposizione di aver voluto fare "asso pigliatutto" e di aver voluto applicare anche alla quinta commissione il criterio proporzionale previsto dal regolamento comunale per la composizi0one di tutte le commissioni consiliari. Visti i compiti di garanzia e di controllo che ha, per quanto «non è una commissione - ha detto Angelini al momento del suo insediamento - che debba avere carattere inquisitorio o che debba fare le pulci a sindaco e assessori», l'opposizione avrebbe preferito una composizione paritetica, con quattro consiglieri di maggioranza e quattro di opposizione, che sarebbero stato, in quel caso, i quattro candidati sindaco che avevano corso contro Bonifazi. Invece il Pd ha voluto una composizione proporzionale, dunque, cinque commissari alla maggioranza - Migliaccio (Pd), Giorgi (Psi), Tonelli (Udc-Api), Rosini (Idv) e Treglia (Grosseto insieme) - e tre alle opposizioni - Angelini (Pdl), Megale (Lista Lolini) e Citerni (Sel) - con buona pace di Grosseto Oggi e Movimento 5 Stelle che sono rimasti fuori. Il timore, alla vigilia della elezione del presidente, che per regolamento spetta all'opposizione, era che la maggioranza facesse un colpo di mano e scegliesse tra i tre componenti dell'opposizione chi eleggere, mentre il centrodestra stava portato avanti la candidatura di Pierfrancesco Angelini. Una candidatura su cui si erano scatenate le ire di Sinistra ecologia e Libertà. La capogruppo Citerni, in pratica, avrebbe potuto votare chiunque del centrodestra, riconoscendo a quella parte di opposizione il diritto di esprimere il presidente, ma non avrebbe votato Angelini perché, a suo dire, troppo di destra. Anzi, lo avrebbe votato solo se avesse dichiarato «pubblicamente, in modo chiaro ed inequivocabile, di prendere le distanze da ogni richiamo alla dittatura fascista e di condividere gli ideali democratici della Costituzione, figlia della lotta di liberazione partigiana». Un minimo chiarimento, personale, fra i due, deve esserci stato e, alla fine Cristina Citerni si è astenuta. E.P.
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