Il Tirreno

Grosseto

C’è la signora che esce con la carne negli slip e il dottore che arraffa lo spray

Prendi la bistecca e scappa

El. Gi.
<b>TACCHEGGIO.</b> A Grosseto il fenomeno &egrave; in crescita nei vari supermercati cittadini
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TACCHEGGIO. A Grosseto il fenomeno è in crescita nei vari supermercati cittadini

L'incredibile campionario di mariuoli e strategie

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 GROSSETO. Bistecche, occhiali, rossetti e reggicalze trafugatie infilati in tasca o persino negli slip. Comunemente chiamato "taccheggio", è il furto di merce esposta nei negozi e che a Grosseto sta offrendo un campionario decisamente pazzesco. A parte il ladruncolo che nasconde punte di trapano nel borsello, c'è anche chi si mette le scaloppine nei pantaloni o si porta via 100 euro di bistecche riempiendo 3 sacchetti di plastica, complice la mancanza di un allarme all'ingresso. Per la maggior parte non sono ladri professionisti, ma clienti che del vizietto del furto hanno fatto un'arte sopraffina. E ci sono anche medici.  Tra gli stratagemmi all'ultima moda - racconta Antonio Pirozzi, titolare dell'agenzia investigativa La Freccia che tra le altre cose svolge un servizio antitaccheggio per una grande catena di supermercati - c'è quello di foderare l'interno delle borse con carta stagnola per silenziare l'allarme (in questo modo i taccheggiatori aggirano il servizio-sicurezza e si portano a casa pelati e spaghetti). Ma gli escamotage sono davvero tanti e il "Mostro" di Roberto Benigni ce lo insegna: nella scena madre del film il protagonista - per passarla liscia alle casse e non pagare le cibarie con cui si è imbottito l'impermeabile - infila i prodotti nelle tasche di tutti i clienti e fa impazzire le sirene.  Pellicole a parte, i supermercati maremmani offrono uno spaccato clamoroso di piccole "ruberie" quotidiane: uno, dieci, venti casi scoperti da forze dell'ordine o investigatori privati. Dalle badanti che si mettono in borsa cioccolatini, rossetti e slip, agli ottantenni che trafugano affettati fino a stimabili professionisti che s'intascano lacche. Tra la merce più gradita c'è la carne: «Molte volte - spiega Pirozzi - i clienti puntano dritti al banco della macelleria. Aprono le confezioni e rubano il contenuto. A Follonica abbiamo scoperto una signora che si era messa le bistecche nelle mutande; l'abbiamo vista mentre si "stava aggiustando" i prodotti addosso. Con discrezione l'abbiamo accompagnata in un magazzino invitandola a cacciar fuori la carne. Lei si è aperta la cerniera e ha tirato fuori la bistecca».  Siamo invece ai primi di ottobre quando, in un supermercato grossetano, l'investigatore pizzica in flagrante un altro insospettabile. Il caso è simile a quello successo all'Hobby casa col ladro-dipendente della Provincia. E anche qui si tratta, clamorosamente, di un lavoratore pubblico: è una dottoressa grossetana dell'Asl 9 che va a fare la spesa e paga regolarmente i suoi 75 euro di merce. Se non fosse che, oltre ai pelati e al latte, il medico prende uno spray per pulire i vetri; valore 5/6 euro. L'investigatore la pizzica in flagrante: dopo averla pedinata chiama i titolari che le fanno spalancare la sacca. Ecco la polizia (squadra Volante) e il medico viene denunciato.  Un altro caso spunta all'inizio dell'estate, sempre a Grosseto, ma stavolta mette in circolo un sentimento di umana pietà. Un ottantacinquenne va a fare la spesa al supermercato: il suo obiettivo sono gli affettati. «Al banco dei salumi ordina un etto di mortadella - racconta l'investigatore Pirozzi - Poi se lo nasconde tra i pantaloni. Noi lo raggiungiamo e gli chiediamo di mollare l'affettato. A quel punto lui si arrende. "Perdonatemi - ci dice sgranando gli occhi - ma io non so veramente come fare ad arrivare a fine mese". La sua pensione è minima; l'anziano non ha soldi. Ci guarda con occhio triste, poveretto. Allora ci immedesimiamo in lui e il mio collega ed io gli regaliamo 5 euro per uno».  Va diversamente in un supermercato di Castiglione da dove una coppia di coniugi esce con 130 euro di carne rubata. Bistecche, filetti e cosce di pollo. Il detective pedina marito e moglie, li scopre e chiama i titolari che fanno intervenire i carabinieri: su 300 "fermi" in giro per supermercati, per l'agenzia di Pirozzi questo è stato il secondo caso - oltre a quello del medico - sfociato in denuncia.

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