Gioco
Come a Grosseto, spaccature in maggioranza. Ma qui arriva lok
Orbetello dice un sì sofferto al registro delle unioni civili
Claudia Della Verde
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PRESIDENTE. Chiavetta 2 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. Orbetello avrà il proprio registro delle unioni civili. Nonostante le polemiche dei giorni scorsi sulle diverse posizioni, sia nel Partito democratico che negli altri schieramenti, che hanno gettato fino all'ultimo un velo di incertezza sul risultato finale del voto in consiglio comunale, le opinioni personali hanno avuto la meglio rispetto all'appartenenza politica. Un voto sofferto, sul quale non tutti i componenti della maggioranza si sono trovati d'accordo. A confermarlo è stato l'abbandono dell'aula consiliare da parte di due esponenti di primo piano: il vicesindaco, Marcello Stoppa, uscito senza addurre giustificazioni ed il presidente del consiglio comunale Mario Chiavetta, il quale ha ceduto la sua poltrona al consigliere di opposizione Roberto Berardi, scusandosi per un impegno istituzionale. La giovane consigliera Sara Zauli ha aperto il dibattito illustrando i punti chiave della sua mozione, che non ha l'intento di contrapporre le unioni civili al matrimonio, ma, cercando di rimuovere vecchi pregiudizi, offre la possibilità di iscrizione nel registro a chi conviva da almeno un anno e presenti una domanda congiunta. Proposta più che altro simbolica e riconoscimento di una realtà di fatto, senza incidere in connessioni anagrafiche con variazioni di stato civile. Il primo ad obiettare sull'argomento è il capogruppo di opposizione, Rolando Di Vincenzo che, pur non volendo strumentalizzare politicamente questo atto, rimarca «il valore fondamentale della famiglia, a cui non vogliamo rinunciare», aggiungendo di non vedere la necessità di un provvedimento che non produca effetti pratici e demandando al parlamento ogni facoltà di legiferare in tal senso. Concluso tale intervento, largo spazio alla maggioranza, con le variopinte valutazioni da parte delle diverse anime della coalizione di centro sinistra. A prendere la parola è il capogruppo Mauro Barbini, il quale, pur ribadendo la sua fede cattolica, riconosce che, come rappresentante degli interessi dei cittadini, ha il compito di tutelare i loro diritti e doveri. Particolarmente decisa la posizione dell'assessore Alessandro Ragusa. Come annunciato, appoggia pienamente il registro delle unioni civili e con lo spirito del leader di Sel arringa: «Partendo dalla mia posizione di rispetto delle unioni convenzionali mi chiedo: alle famiglie fa più male un registro di unioni civili, un bacio omosessuale, il gay pride, o l'atteggiamento moralistico di una classe politica che predica l'importanza del sacro vincolo del matrimonio nei salottini televisivi, partecipa al family day e poi incontra di nascosto prostitute?». Sia come sia, Orbetello - col voto quasi unanime del suo Pd - ora ha il registro delle unioni civili, lo stesso che Grosseto - grazie alla "no" di molti del Pd - ha rifiutato di istituire.
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