Toscana
Appello della fondazione Caponnetto agli altri enti locali
Chiude l'Osservatorio della legalità «La Provincia non dà più soldi»
Lorenzo Santorelli
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MAGISTRATO Antonio Caponnetto 2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Purtroppo abbiamo dovuto sospendere il lavoro dell'Osservatorio della legalità perché la Provincia non eroga più i finanziamenti. Lanciamo un appello ad altri soggetti come Comuni, sindacati, Camera di Commercio e anche alla Provincia stessa: se avete a cuore l'Osservatorio, dateci una mano». La Fondazione Caponnetto, attraverso la responsabile territoriale Marina Biagiotti, chiede aiuto per far sì che il nostro territorio non rinunci definitivamente ad un avamposto contro l'illegalità. Nato nel 2007 dall'accordo fra la fondazione, la Provincia e alcuni Comuni, l'Osservatorio aveva il compito di seguire con attenzione i fenomeni criminali ed esaminare i fatti di cronaca, le situazioni di disagio e di illegalità. Un patchwork che si traduceva in report e analisi divulgate a forze dell'ordine e magistratura come agli amministratori locali ed agli organi di stampa. L'obiettivo era quello di fornire indicazioni per contrastare la criminalità comune e mafiosa, impedire le infiltrazioni nell'economia e, al contempo, sollecitare i cittadini ad essere vigili.«Tutto questo non c'è più. Stiamo continuando ad operare sul territorio con altri progetti, ma quella dell'Osservatorio è una perdita significativa». Il grido d'allarme è stato lanciato alla presentazione della terza edizione di "Sentinelle della legalità", un'iniziativa che coinvolgerà i più giovani grazie ad una serie di incontri nelle scuole. «Verrà stimolata una riflessione su temi come il senso civico e il rispetto delle leggi - spiega Domenico Bilotta, responsabile scuola della Fondazione Caponnetto - cercheremo di dare forma e vita alle proposte degli studenti». L'evento inaugurale del progetto, ideato dalla Fondazione e realizzato in collaborazione con Regione Toscana, Cgil, Arci, Comune di Corleone, Coop Lavoro, ed al quale hanno aderito anche il Comune e la Provincia, si è svolto ieri all'istituto Einaudi. «Godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova Resistenza, la resistenza dei valori, la resistenza degli ideali». Così parlò Caponnetto ai giovani durante uno dei numerosi incontri nelle scuole. Il magistrato siciliano, soprattutto dopo la morte di Falcone e Borsellino, caricò sulle sue spalle il peso della diffusione di una cultura della legalità, specialmente tra i ragazzi. Dopo aver definito la Costituzione «un libro meraviglioso», concluse il suo incontro esortando i giovani astanti a non aver mai paura «di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi. L'avvenire è nelle vostre mani».
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