Il Tirreno

Grosseto

Caos Inceneritore. Della Spora (Cisl) lamenta la latitanza delle istituzioni: le parti sanno solo litigare

Cassa integrazione sempre più vicina

Alfredo Faetti
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SCARLINO. L’inceneritore

Su Facebook i timori dei dipendenti: «Silos vuoti, ormai manca poco»

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SCARLINO. Siamo agli sgoccioli. All'inceneritore di Scarlino il cdr stoccato da smaltire è quasi terminato e la cassa integrazione si fa sempre più vicina per i dipendenti dell'impianto. Un conto alla rovescia che però non non trova il sostegno delle istituzioni, che ancora non si sono riunite per fare un punto.  «I silos sono sempre più vuoti, manca poco» scrive su facebook un lavoratore di Scarlino Energia. L'ordinanza del presidente Leonardo Marras infatti ha disposto lo smaltimento di un carico di cdr ancora da incenerire, stoccato prima che arrivase la sentenza del Tar che ha annullato le autorizzazioni all'impianto. Smaltite queste tonnellate, però, i forni torneranno a spegnersi, così come ha previsto il tribunale. Lo smaltimento è partito mercoledì, non appena è sata notificata l'ordinanza della Provincia, e l'attività è proseguita. Ma adesso la "scorta" di cdr sta davvero terminando e tra non molto, forse già quest'oggi, sarà esaurita. Una volta bloccato di nuovo l'incenerimento, ecco che i 65 lavoratori e società dovranno tornare a discutere di cassa integrazione. Un incontro tra le due parti ancora non c'è stato per studiare il futuro dell'azienda, nonostante le rsu abbiano già avanzato le loro proposte.  Riduzione al minimo delle ore di cassa integrazione, sfruttando la manutenzione, l'attività di depurazione delle acque del polo industriale e altri settori che comunque potrebbero salvare qualche posto di lavoro. Ma se da una parte una comunicazione da parte dei vertici aziendali arriverà (sta a loro infatti in questi casi convocare i lavoratori), dall'altra c'è un immobilismo che fa preoccupare ancora di più i lavoratori e i sindacati.  E' quella delle istituzioni, che nonostante siano intervenute tutte sull'argomento, ancora non hanno trovato un modo per "tamponare" per quanto possibile la situazione. Anzi, ancora non si sono neanche sedute attorno a un tavolo, fatta eccezione dell'incontro in Regione della scorsa settimana dove Scarlino Energia e il suo progetto industriale ha ottenuto il sostegno del governatore Enrico Rossi. Escluso il blitz fiorentino, quindi, ancora non c'è stato alcun confronto locale sulla crisi dell'inceneritore.  «La politica serve per unire le persone. - dice Fabio della Spora di Femca Cisl - Ma qui le parti continuano a litigarsi tra di loro e ancora non si sono seduti intorno a un tavolo per prendere delle decisioni». La vicenda di Scarlino Energia infatti ha fatto molto discutere a livello politico e istituzionale, senza però che venisse trovato un punto d'incontro per cercare di trovare delle soluzioni. «Quello che serve è un tavolo senza riflettori, a cui siedano poche persone in grado però di prenedere delle decisioni». Società, Provincia, Comuni e così via. I lavoratori poi aspettano anche un incontro con il sindaco di Follonica Eleonora Baldi, richiesto anch'esso la settimana scorsa.

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