Il dolore
Privato ristruttura e tira giù muri storici: versando subito 10mila euro potrà ultimare la casa, poi se la vedrà con la Procura
Abusi edilizi? Paga la multa e finisci i lavori
Alfredo Faetti
Controlli serrati e sanzioni "veloci": la nuova strategia del Comune di Gavorrano
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GAVORRANO. In attesa che in Procura il procedimento penale per abuso edilizio finisca il suo corso naturale, il Comune obbliga il proprietario a pagare oltre 10mila euro. Accade a Gavorrano, dove l'amministrazione ha messo in piedi un sistema di controllo per chi sgarra nel campo urbanistico, che sta già portando i suoi frutti. È l'ultima novità partorita dalla giunta di Massimo Borghi. Che punta a scovare ogni tipo di irregolarità edilizia, ma anche a fare un po' di cassa, obiettivo che di questi tempi è primario in tutti i Comuni d'Italia. «Ogni quindici giorni mandiamo uomini degli uffici e della municipale in giro per controlli su tutte le strutture del territorio», dice il sindaco. E il comune di Gavorrano in quanto ad ampiezza ed edifici, anche storici, non scherza: in una superficie di circa 160 chilometri quadrati di campagna racchiude oltre al capoluogo sette frazioni e una costellazione di località. Una di queste si chiama Stazione di Giuncarico. Due strade, una falegnameria storica e un pugno di case che si contano sulle dita delle mani, sparse nei campi che circondando la vecchia stazione ferroviaria oggi fuori uso. Qui l'ottobre scorso la "squadra" messa in moto dal Comune ha rilevato un'irregolarità edilizia. Nel ristrutturare il proprio immobile, qualcuno ha buttato giù dei muri considerati storici. Blocco immediato dei lavori e segnalazione in Procura: questi gli effetti immediati dopo la scoperta. «Non sono grandi irregolarità», spiega Borghi, ma in ogni caso questo intervento costerà caro al proprietario (grossetano) della struttura: oltre 10mila euro come sanzione per abuso edilizio. Per ora niente di più, almeno finché il procedimento penale non avrà concluso il suo iter. Intanto però per il titolare della casa è partito il conto alla rovescia: se non pagherà la penale entro trenta giorni dalla notifica dell'ordinanza (datata 15 novembre) il Comune farà scattare l'ingiunzione di pagamento e a seguire, se necessario, la riscossione coattiva. Ha due ottimi motivi, l'abusivista, per pagare puntualmente: per non peggiorare ulteriormente i suoi guai e per riprendere da dove ha lasciato con l'intervento di ristrutturazione. Infatti l'ordinanza dispone «la ripresa dei lavori in oggetto (sospesi dopo il sopralluogo ndc) a seguito del pagamento dell'importo della sanzione». Insomma, il proprietario può pagare e riaprire il cantiere, in attesa che in Procura tutto si compia. La strategia, secondo Borghi, è anche una risposta a chi ha attaccato la sua amministrazione Borghi proprio su questo terreno. Ad esempio Italia Nostra che col suo presidente Michele Scola ha spesso denunciato la presenza di "ecomostri" nel comune di Gavorrano. Borghi, dal canto suo, respingendo le accuse e ricordando che gli ecomostri arrivano dagli anni '60, di recente ha risposto così a Scola: «Siamo impegnati al mantenimento e al ripristino conservativo, perché culturalmente siamo cambiati e abbiamo acquisito una nuovo coscienza, sia dei centri storici che dell'ambiente». Chissà se l'ordinanza "paga e ricomincia a costruire" convincerà gli ambientalisti.
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