La protesta
LO CHOC DEI FAMILIARI
I genitori hanno saputo della disgrazia mentre erano in crociera
El. Gi.
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SORRIDENTE Guido Bernacchi al centro con due sportivi 2 MINUTI DI LETTURA
MONTEMERANO. La partenza, lo choc e il rientro in fretta e furia. I genitori dell'imprenditore morto - Giuseppe Bernacchi e Anna Lembetta - hanno appreso della scomparsa del figlio nella maniera più tragica. Il giorno dell'incidente erano partiti in crociera per Barcellona. Un viaggio-relax per staccare dal lavoro e godersi una meritata vacanza nel Mediterraneo. Alle 20 di sera, invece, sono stati avvisati dai parenti; quindi è iniziata una disperata corsa contro il tempo - anche se a quel punto senza speranza - per rientrare a casa e dargli l'ultimo saluto in obitorio. Alle 10 di ieri sono sbarcati a Barcellona, poi il primo volo per Roma arrivato alle 16. A prenderli in aeroporto è andato il marito della figlia più grande che li ha accompagnati all'obitorio. Il corpo era stato riconosciuto da una sorella. Intanto tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia. Al ristorante Da Laudomia ai poderi di Montemerano, storico locale della zona, il titolare Rossano Rossi ricorda Bernacchi con commozione, come «una bella persona: eravamo molto amici, era nostro cliente e ci incrociavamo spesso, in paese. A volte veniva a mangiare da noi. Educato, una persona incredibile. Per tutti è una perdita immane. Siamo scossi. Io ho saputo la notizia da mio figlio, sono scioccato ma lo siamo tutti». C'è fermento in paese tra bar e locali. Conoscevano bene Bernacchi anche all'Antico frantoio, altro ristorante nel cuore di Montemerano la cui titolare racconta che «lui era amico di tutti, un ragazzo solare, una persona per bene, bravo e benvoluto. Ci stringiamo attorno alla famiglia: un cordoglio collettivo, com'è normale in un paese in cui tutti si frequentano e si vogliono bene. Anche se sono più grande di 10 anni - prosegue la signora - ci conoscevamo bene: Guido era andato a scuola in anticipo, un anno prima e da piccolo frequentava mia cognata: ma gli abbiamo voluto bene un po' tutti, non solo lei». Anna Ciccarella, proprietaria del Passaparola, spende parole commosse stringendosi vicina alla madre; «una donna impegnata a Lourdes e in opere di beneficienza, una famiglia molto unita». Per loro un brutto risveglio.
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