Il dolore
Botta e risposta tra ambientalisti e lavoratori dopo lassemblea disertata dai politici
I conti in tasca al Comitato
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LIMPIANTO. Di Scarlino Le rsu di Scarlino Energia chiedono trasparenza
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SCARLINO. Ieri è stato il giorno delle domande. Quelle che gli ambientalisti hanno rivolto agli amministratori che venerdì hanno disertato l'incontro organizzato a Scarlino Scalo e quelle dell'rsu di Scarlino Energia inviate al presidente del comitato No all'inceneritore. Da entrambe le parti, quello che è stato chiesto, è di fare chiarezza. «Il sito Gr66a- ex bacini fanghi, successivamente alla "certificata" bonifica, è stato ceduto in permuta, da Eni al Comune di Scarlino, con tutti gli eventuali successivi oneri, perchè la Provincia di Grosseto e il Comune di Scarlino - si chiede Roberto Barocci - pur consapevoli dalle note del geologo incaricato del monitoraggio post operam che continuava a manifestarsi un persistente inquinamento, non hanno richiesto all'Eni di risanare il territorio, accollando invece alla collettività oneri che competevano all'Eni? E perché la Regione, con l'assessore all'Ambiente Bramerini, la Provincia di Grosseto con il presidente Scheggi e il Comune di Scarlino hanno consentito all'Eni di concorrere alla bonifica delle falde idriche per meno dell'1% dei costi di bonifica, accollando alla collettività costi non dovuti?». All'incontro organizzato dall'associazione Lavoro, Ambiente, Salute erano stati invitati, come ospiti, l'assessore all'Ambiente della Provincia Patrizia Siveri, il responsabile del dipartimento Arpat di Grosseto Giancarlo Sbrilli e il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri. Ma due giorni prima, le istituzioni hanno fatto sapere che non avrebbero partecipato. «Noi comprendiamo bene il disagio e la difficoltà che, in certe occasioni, può creare un confronto con i cittadini - dicono al comitato - ma avevamo rassicurato il sindaco che durante l'incontro, non fosse dato spazio a strumentalizzazioni derivanti dalla complessa faccenda del pronunciamento del tar sull'inceneritore». Venerdì più di 70 persone si sono così viste privare, secondo il Comitato, di una serie di informazioni tecniche e di chiarimenti da tempo auspicati. «Ci auguriamo che la prossima volta le istituzioni abbiano più fiducia nella capacità dei loro cittadini- dicono - non solo di capire le peculiarità del momento, ma anche di saper gestire e condurre dibattiti anche in situazioni difficili e complesse». Ieri, carta e penna l'hanno presa anche le rsu di Scarlino Energia. Hanno scritto al presidente del Comitato No all'inceneritore di Scarlino per chiedere a quanto ammontano i proventi degli ultimi 3 anni, che derivano dalle quote associative, se il comitato ha ottenuto finanziamenti pubblici oppure contributi straordinari e diversi dalle quote sociali e provenienti da soci o sostenitori e se tra questi ci siano state donazioni da parte di organizzazioni o partiti politici, ma anche dove siano finiti i soldi del Comitato. F.G.
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