Sicurezza
«Caro Guido, ora il nostro sogno è vincere per te»
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BERNACCHI. L’architetto e sportivo del Montemerano nel campo di calcio del paese qui a fianco il terribile schianto in cui ha perso la vita3 MINUTI DI LETTURA
MONTEMERANO. Dalla passione per il calcio e per le corse all'ultimo sangue che hanno conquistato i trofei fino al risveglio più terribile. Ieri Montemerano si è svegliato con il gelo nel cuore per la tragica scomparsa di Guido Bernacchi, 40enne imprenditore e dirigente sportivo morto sul colpo in un incidente stradale alla Parrina. La partita in programma oggi e che l'avrebbe visto protagonista in campo (Montemerano-Punta Ala) è stata annullata per lutto, mentre al suo "posto" (alle 15) per un destino beffardo sarà celebrato il funerale nella chiesa di Montemerano. A officiarla sarà don Roberto, parroco del paese. Tutta Montemerano è stretta nel dolore: nel borgo medievale incastonato tra le dolci colline mancianesi la notizia dello schianto ha rapidamente percorso strade e vicoli. E in lutto sono i tanti colleghi del calcio montemeranese, quelli della società sportiva di cui Bernacchi era dirigente e che si sono uniti l'uno all'altro. Scioccati e increduli sono stati vicini soprattutto alla famiglia di lui, alle due sorelle, alla compagna e ai quattro figli. Ma dopo la tragedia, si è pensato anche al "silenzio sportivo". «Ho chiamato in Federazione - spiega Leonardo Vittori, amico intimo di Guido e segretario dell'azienda familiare, la Bernacchi Costruzioni srl - e ho chiesto di annullare la gara e che venga disputata in una data da destinarsi». Detto fatto: il mondo sportivo è piombato in lutto e i colleghi della squadra stanno pensando a come ricordarlo nel modo più delicato. «Vogliamo preparare una maglietta speciale per lui - dice Alberto Bertinelli, altro amico e dirigente sportivo - Porterà il numero 4, quello da centrocampista con cui Guido ha sempre giocato. Se la famiglia è d'accordo gliel'appoggeremo sulla bara nel momento del funerale». Un gesto disperato per dimostrare tutto l'amore possibile nei confronti di questo patròn sportivo, che negli anni ha tirato su la squadra del paese come fosse una figlia da cullare. «Guido era un un amico per tutti noi», lo ricorda tra le lacrime Bertinelli, 29 anni, portalettere e appassionato di calcio. «Insieme abbiamo fondato la polisportiva nel 2000 - racconta - Prima di quell'anno la società era stata inattiva: praticamente lui è stato il primo presidente e ha impresso alla società un'energia incredibile». L'ha ripresa in mano e l'ha fatta palpitare. Le ha dato un'anima; ha conficcato sentimenti sportivi nel cuore dei tifosi. Negli anni ha coltivato un vivaio di 25 giovani calciatori, trovando sponsor e trasmettendo ai giocatori la stessa passione con cui ha militato nel Fiorenzuola in serie C. «Meglio di così, in paese, non potevamo cadere. Anche a livello tecnico era un superesperto: tutti lo ascoltavano, di calcio sapeva ogni cosa». Ha sempre giocato col "quattro" come mediano centrocampista. «Per questo - racconta Bertinelli a nome della polisportiva - abbiamo pensato di ricordarlo in maniera speciale con una maglia per il suo funerale: nel retro ci scriveremo "Guido" e ci stamperemo il numero. Davanti ci metteremo il nome della sua azienda che ci ha sponsorizzati. L'appoggeremo sopra il feretro e tutti e 25 i ragazzi verranno al funerale vestiti con l'abbigliamento della squadra. Ora - conclude - per farlo "contento", il nostro sogno è quello di passare di categoria».
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