La manifestazione
Arcidosso. I comitati tornano a bacchettare gli amministratori locali, rispolverando le percentuali di sostanze inquinanti
«Arsenico e veleni della geotermia»
Fiora Bonelli
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BAGNORE. La contestata centrale geotermica nel comune di Santa Fiora Per gli ambientalisti tapparsi gli occhi significa portare alla distruzione l'Amiata
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ARCIDOSSO. «Una tonnellata al giorno di acido solfidrico, quattro tonnellate di ammoniaca, sette tonnellate di metano, un chilo e duecento grammi di acido borico, novantasei grammi di mercurio, nove grammi di arsenico». E ancora: 214 tonnellate di anidride carbonica (causa primaria dell'effetto serra) e altre quantità significative di vari inquinanti. Sono le sostanze (dati Arpat 2009) che fuoriescono dai camini della Centrale di Bagnore 3 e che il Coordinamento dei Comitati Ambientalisti dell'Amiata rispolvera e tira fuori dal cassetto. Perché? «I nostri amministratori - spiegano i comitati - a partire dal presidente della Provincia Marras, per passare al sindaco del Comune di Castel del Piano Franci e giungere all'indomito Ciaffarafà, consigliere comunale a Santa Fiora, insieme alla Cna ed al resto della compagnia, non vedono l'ora di triplicare con la nuova Bagnore 4, attualmente all'esame della commissione Via della Regione Toscana». La bacchettata a chi apre alla geotermia e a Bagnore 4 arriva dal Coordinamento, numeri alla mano. E insieme ai numeri, ecco anche diverse considerazioni. «Dopo l'installazione degli Amis sulle centrali di Piancastagnaio (PC3, PC4 e PC5) - spiegano i comitati - quello di Bagnore 3 è diventato l'impianto più inquinante, non solo dell'Amiata, ma di tutta la Toscana: per alcune sostanze inquina più Bagnore 3 da sola che tutte le centrali di Piancastagnaio messe insieme. Al di là della coraggiosa presa di posizione della maggioranza consiliare del Comune di Arcidosso e dei timidi accenni di cautela del Franci, forse memore delle sue mozioni in Consiglio Provinciale in cui, con l'Assessore Bramerini, dichiarava le geotermia "non strategica per lo sviluppo del territorio", saremmo veramente curiosi di sapere se qualcuno di loro e degli altri amministratori locali ha reale cognizione di cosa si parla, ha letto i documenti prodotti in questi anni oppure si è fermato alle sintesi artefatte. Quanti sindaci, responsabili delle salute delle proprie popolazioni, hanno almeno dato un occhiata allo studio epidemiologico dell'Ars, rilevando la discordanza evidente fra quanto ribadito fino alla nausea nelle prese di posizione ufficiali, secondo le quali "gli eccessi di mortalità (che raggiungono il 30 per cento per tumore ad Abbadia, Piancastagnaio e Arcidosso) sono da attribuire alle occupazione ed attività produttive del passato ed agli stili di vita", e quanto riportato a chiare note nello studio». I comitati forniscono i passaggi, nero su bianco, dello studio, sottolineando che «è chiaro quindi che i risultati dello studio risentono ben poco delle pregresse attività e degli stili di vita della popolazione, del tutto analoghi a quelli della macroarea locale con cui vengono effettuati i confronti». Il documento dei comitati torna, poi, sull'altra questione, quella dell'acqua. Gli impianti geotermici prelevano acqua dal bacino idropotabile, a causa del collegamento fra gli acquiferi dimostrato fin dagli anni '70, dicono, e da allora la superficie della falda idrica nella zona di Poggio Trauzzolo si è abbassata di circa 200 metri. Tale impoverimento, poi, si ripercuote anche sulle caratteristiche qualitative della risorsa, in cui il livello degli inquinanti, in particolare dell'arsenico ma anche del boro, tende ad aumentare costantemente a partire dagli anni '90. Oggi l'arsenico è arrivato a 12-15 microgrammi. «Di fronte a questa realtà - concludono - a nostro parere ci sembra da irresponsabili parlare di autostrade da realizzare con i fondi delle compensazioni ambientali che l'Enel sarà tenuta a corrispondere per la costruzione di Bagnore 4, o di coinvolgimento delle imprese locali nell'iniziativa: significa tapparsi gli occhi di fronte ad un disastro annunciato, che porterà a breve alla distruzione dell'Amiata».
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