Il Tirreno

Grosseto

Follonica sfida tutti Il centrosinistra si schiera con la Baldi

Alfredo Faetti
<b>L&#146;IMPIANTO </b>della discordia L&#146;inceneritore di Scarlino Energia al Casone
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L’IMPIANTO della discordia L’inceneritore di Scarlino Energia al Casone

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 SCARLINO. Ora è davvero Follonica contro tutti. Nella vicenda dell'inceneritore di Scarlino il centrosinistra del Golfo rompe gli indugi e prende una posizione netta sulla sentenza del Tar che ha annullato le autorizzazioni all'impianto. Attacca la Provincia, prende le distanze dai vertici dei rispettivi partiti ed esprime pieno sostegno al sindaco Eleonora Baldi, non più sola ma forte della sua maggioranza. Che plaude anche all'azione di quella giunta di cui fa parte Barbara Pinzuti, segretario provinciale del Pd che ha dato fiducia al presidente Leonardo Marras.  Un rebus che anche il politologo più preparato avrebbe difficoltà a risolvere. I vertici provinciali di Pd e Sel infatti non hanno fatto in tempo a prendere posizione sulla spinosa questione inceneritore che subito i circoli follonichesi gli hanno voltato le spalle, correndo in soccorso del proprio sindaco, lasciato sempre più solo dal suo stesso partito. La coalizione (Pd, Sel, Verdi e Idv) della Baldi «non accetta e rinvia al mittente - si legge in una nota - qualsiasi accusa di mettere in discussione le attività industriali e i relativi posti di lavoro dell'area del Casone». Ad esempio l'accusa lanciata dalla direzione provinciale di Sel, che l'altro giorno ha ribadito il sostegno ai lavoratori di Scarlino Energia e delle altre le attività del Casone «che alcune fazioni vorrebbero veder smantellato». Non è riferito direttamente alla Baldi, ma del resto è delal Baldi il ricorso che ha portato all'annullamento di Via e Aia.  Ora invece anche Sel di Follonica «ribadisce il convinto sostegno all'azione del sindaco», in linea «con gli impegni presi con i cittadini nel ribadire le nostre posizioni sull'impianto - continua la nota - già espressa nel 2009, dove venivano evidenziate tutte le motivate perplessità sul parere favorevole alla Via». Ed eccoci al punto, non solo della questione ma forse anche di rottura. Nel dar loro il suo sostegno, il centrosinistra follonichese parla dei lavoratori dell'impianto come «vittime incolpevoli di scarsa competenza e incapacità di progettare il futuro socioeconomico del nostro territorio, dal momento che è bastato un semplice ricorso, del resto dovuto visto il risultato, a far cadere come una valanga tutta l'impalcatura del polo industriale più importante della provincia».  Il governo di Follonica non ci sta a prendersi la colpa di quello che è successo. «Gli eventuali errori sono quelli individuati dal tribunale nella mancanza di rispetto delle regole e delle normative che regolano le attività produttive, e non di chi ha chiesto chiarezza per tutelare la salute dei cittadini, dei lavoratori e dell'ambiente del nostro territorio». Per il centrosinistra del Golfo chi ha sbagliato non è di chi ha chiesto chiarezza sulle autorizzazioni, ma di chi le ha concesse, ossia la Provincia. E non per principio, è il punto che emerge dalla nota, ma perché erano sbagliate, così come ha stabilito il Tar. Pieno sostegno quindi «all'azione del sindaco e della sua giunta». Ne saranno felici gli assessori, forse. Di sicuro uno, la Pinzuti, un po' meno. Perché mentre il centrosinistra attacca la Provincia lei, come segretario provinciale Pd, le ha dato fiducia. Ma come uscire da questo pantano? «Sarebbe impensabile risolvere i problemi e dare false speranze ai lavoratori con il solo ricorso al Consiglio di Stato che non può sanare carenze e inadempienze riscontrate in questa vicenda». Per questo la coalizione «ha in programma tavoli di confronto per sviluppare progetti ed obiettivi», in grado di «favorire investimenti per nella green economy». Ma non solo: appoggerà la Baldi in tutto, «compreso nel possibile ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar».

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