Finanza
Esplosione mortale, tre a processo
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TORBA L’interno della casa devastata dalla esplosioneUn anno fa la tragedia in casa alla Torba, vittima Liliana Pascucci
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CAPALBIO. L'ipotesi era circolata sin da subito dopo l'esplosione che aveva causato la morte di Liliana Pascucci, 52 anni, deceduta dopo 12 giorni di agonia. E cioè che ci fossero state anomalie nel montaggio del piano cottura. Un'ipotesi che la Procura della Repubblica ha fatto propria nella contestazione di cooperazione colposa in crollo, disastro colposo, e omicidio colposo. Accuse nei confronti dei presunti responsabili della tragedia avvenuta la sera del 29 giugno 2010, intorno alle 21,15, in via Ionio alla Torba. Secondo l'accusa, l'immobile si era saturato di gas gpl che era esploso a causa di un innesco accidentale: lo scoppio aveva investito la donna (commessa alla Coin di Orbetello), che era presente all'interno, causandole ustioni gravissime su torace, addome, mani, viso.
Il decesso avvenne l'11 luglio 2010, al Centro ustioni Santa Chiara di Pisa, dove la signora Pascucci era stata portata con l'eliambulanza Pegaso dopo una tappa al pronto soccorso del Misericordia. Quell'esplosione sarebbe stata causata da una serie di inadempienze. Sono in tre sotto accusa. La proprietaria e locatrice dell'immobile, Giuseppina Cau; il titolare della ditta Expert e datore di lavoro, Luciano Orrù; il dipendente di quella stessa ditta, Nunzio Fanciulli. La prima sarà processata con il rito abbreviato all'udienza preliminare del 19 dicembre: avrebbe concesso in locazione un immobile non abitabile perché sprovviste di aperture di ventilazione per il gas sulla parte inferiore della parete e non richiedendo un certificato di conformità del montaggio del piano cottura (marca Ignis). Orru è stato rinviato a giudizio per il 10 aprile davanti al Tribunale di Orbetello: avrebbe inviato per il montaggio del piano cottura (avvenuto appena qualche ora prima) un dipendente non idoneo a quell'attività, perché non adeguatamente formato e informato sulle mansioni da svolgere, non avrebbe predisposto corrette procedure per il montaggio e per i successivi controlli di tenuta dell'impianto, non sorvegliando sul corretto operato del dipendente.
Infine Fanciulli, che assistito dall'avvocato Giovanna Canessa ha patteggiato con il pm Giuseppe Coniglio 1 anno (pena sospesa) davanti al giudice Marco Mezzaluna: non avrebbe eseguito correttamente il montaggio del piano cottura, non serrando correttamente il dado di raccordo della tubazione del gas al piano cottura, non verificando l'idoneità dei locali e non eseguendo correttamente il collaudo dell'installazione, non rilasciando certificazione di conformità. Liliana Pascucci si stava per trasferire definitivamente in quella casa: aveva già le chiavi, stava sbrigando le ultime formalità. All'udienza preliminare si erano costituiti parte civile i figli della donna, Luca e Tommaso Verni, assistiti dall'avvocato Juri Di Massa.
Il decesso avvenne l'11 luglio 2010, al Centro ustioni Santa Chiara di Pisa, dove la signora Pascucci era stata portata con l'eliambulanza Pegaso dopo una tappa al pronto soccorso del Misericordia. Quell'esplosione sarebbe stata causata da una serie di inadempienze. Sono in tre sotto accusa. La proprietaria e locatrice dell'immobile, Giuseppina Cau; il titolare della ditta Expert e datore di lavoro, Luciano Orrù; il dipendente di quella stessa ditta, Nunzio Fanciulli. La prima sarà processata con il rito abbreviato all'udienza preliminare del 19 dicembre: avrebbe concesso in locazione un immobile non abitabile perché sprovviste di aperture di ventilazione per il gas sulla parte inferiore della parete e non richiedendo un certificato di conformità del montaggio del piano cottura (marca Ignis). Orru è stato rinviato a giudizio per il 10 aprile davanti al Tribunale di Orbetello: avrebbe inviato per il montaggio del piano cottura (avvenuto appena qualche ora prima) un dipendente non idoneo a quell'attività, perché non adeguatamente formato e informato sulle mansioni da svolgere, non avrebbe predisposto corrette procedure per il montaggio e per i successivi controlli di tenuta dell'impianto, non sorvegliando sul corretto operato del dipendente.
Infine Fanciulli, che assistito dall'avvocato Giovanna Canessa ha patteggiato con il pm Giuseppe Coniglio 1 anno (pena sospesa) davanti al giudice Marco Mezzaluna: non avrebbe eseguito correttamente il montaggio del piano cottura, non serrando correttamente il dado di raccordo della tubazione del gas al piano cottura, non verificando l'idoneità dei locali e non eseguendo correttamente il collaudo dell'installazione, non rilasciando certificazione di conformità. Liliana Pascucci si stava per trasferire definitivamente in quella casa: aveva già le chiavi, stava sbrigando le ultime formalità. All'udienza preliminare si erano costituiti parte civile i figli della donna, Luca e Tommaso Verni, assistiti dall'avvocato Juri Di Massa.
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