Il Tirreno

Grosseto

Emergenza casa, un nuovo dramma

Francesca Ferri
<b>SENZA CASA</b> I giovani marocchini
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SENZA CASA I giovani marocchini

Sfrattati con una bimba di un anno. Il Comune: mancano i soldi

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 GROSSETO. Fatima ha tenuto in braccio la piccola Lina per l'intera mattina, ieri, davanti alla porta dell'Ufficio servizi sociali, al primo piano del palazzo di via Damiano Chiesa. La porta non si è aperta, era giorno di chiusura al pubblico, ma lei non se n'è andata fino a che non è terminato il turno. Perché Fatima Abufaris non ha più una casa dove rientrare.  Dopo la vicenda di Mohamed Fetoui, il tunisino che nella disperazione ha occupato un appartamento dell'Epg disabitato perdendo il diritto a una casa popolare, un'altra famiglia con bambini si ritrova per strada.  La giovane marocchina, 22 anni, la figlioletta di un anno e 4 mesi e il marito Mohamed Zahir, 30, ieri mattina presto sono stati sfrattati dall'appartamento dove abitavano da tre anni. I genitori, attualmente disoccupati, da gennaio non pagavano l'affitto e da ottobre 2010 neppure il condominio. Lei, cameriera al Danubio Blu, dopo la chiusura del ristorante ha avuto la bimba e non ha trovato altra occupazione. Il marito ha lavorato d'estate sulla spiaggia e ora è senza lavoro. «Mangiamo alla Caritas o nelle parrocchie - spiega la giovane mamma - ma quando lavoravamo, abbiamo sempre pagato. Non è colpa mia se c'è la crisi».  Accanto a loro le valigie, in fondo alla rampa di scale il passeggino di Lina. Che, dopo quattro ore di attesa piagnucola e si lamenta. «Abbiamo chiesto di entrare in graduatoria - spiega Fatima - abbiamo 6 punti. Ma della casa abbiamo bisogno subito, io non so dove andare, come faccio a dormire in strada con la bambina?».  Al di là della porta, tanta amarezza ma poche speranze. «Ci sono centinaia di persone in queste condizioni - spiega Giulio Balocchi, dirigente dell'Ufficio politiche sociali -. La signora è 47ª in graduatoria per l'emergenza abitativa, 34ª nei requisiti di priorità, ma è stata esclusa dalla graduatoria per l'assegnazione in locazione semplice per incongruità nelle dichiarazioni. Prima di lei ci sono situazioni ancora più gravi, con famiglie che hanno anche bambini disabili. E non ci sono le risorse».  Tragedie quotidiane, che si misurano guardando negli occhi i bambini sapendo che passeranno una notte all'addiaccio. E pesando le cifre. Quest'anno all'emergenza abitativa sono stati destinati 1,6 milioni. Nel 2011 il fondo del Comune destinato a questo impiego è stato di 66mila euro, poi 530mila euro finiscono nell'integrazione dell'affitto per chi non riesce a pagarlo da solo e 730mila li mette la Regione. «Altri 200mila euro li spendiamo per gestire Il Poggio - spiega Balocchi - quindi 80mila euro vanno negli affitti che il Comune paga per 14 appartamenti per le famiglie in difficoltà. Ma non basta».  Oltre a questo, cominciano a scarseggiare anche strutture disponibili ad accogliere le famiglie senza un tetto. «Casa Betania andrà in esaurimento - spiegano all'Ufficio - e l'Rta alla quale ci appoggiavamo alla Rugginosa l'ultima volta ha declinato la nostra richiesta».

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