Sicurezza
Attentato all'avvocato: auto "bruciata"
Gabriele Baldanzi
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ATTENTATO. La Mercedes danneggiata all’avvocato grossetanoUn uomo incappucciato ha versato acido corrosivo sulla Mercedes della legale
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GROSSETO. Un dispetto o un avvertimento? Al momento di certo c'è solo il danno: diecimila euro tra manodopera del carrozziere e pezzi da cambiare sulla Mercedes Serie C di una giovane avvocato del foro cittadino. Li ha procurati, con un inusuale atto vandalico (servendosi di una bottiglia di solvente), un uomo vestito di nero la mattina alle 5 e mezza di una tranquilla domenica d'autunno: il 20 novembre. L'inquietante episodio è avvenuto in via Adige, arteria molto movimentata a due passi dal centro cittadino, dove la donna vive e ha lo studio legale.
È scattata così la denuncia ai carabinieri, che hanno raccolto la testimonianza di una vicina di casa, l'unica persona che ha assistito al fatto. «Non credo - racconta l'avvocato - che il danneggiamento della mia macchina sia legato alla professione che svolgo. Ho un'idea diversa e l'ho fatta presente ai carabinieri. Mi risulta che gli inquirenti stiano lavorando su una pista, ma non sarà facile individuare il colpevole. Dire che ci sono rimasta male è poco. Le modalità dell'atto vandalico denotano una premeditazione. Non si è colpito a caso. C'è stata una pianificazione e non si può neppure escludere che l'obiettivo finale fosse quello di incendiare la vettura, con conseguenze più serie». L'avvocato aveva in macchina la toga, l'agenda e alcuni atti. In effetti l'uso di un solvente con elevato grado di infiammabilità lascia aperta anche l'ipotesi di un tentativo di incendio. L'unica testimone avrebbe raccontato agli inquirenti di aver visto un uomo - con un cappello nero da montagna calato in testa e un giubbotto scuro - versare da una bottiglia un liquido dall'odore forte (si sentiva dalle finestre delle abitazioni vicine), tipo uno sverniciatore, un acido. Poi questo individuo si sarebbe accorto di essere osservato e avrebbe deciso di allontanarsi a passo svelto. La vittima è stata avvisata dell'accaduto la sera stessa. «Non ero uscita di casa quella domenica. Mi hanno chiamato per dirmi che la mia Mercedes era stata scolorita, "bruciata" da un solvente gettato sopra da qualcuno. Non mi rendevo conto. Poi mi sono affacciata e ho capito. Abbiamo guardato intorno per vedere se riuscivamo a ritrovare la bottiglia, ma c'erano solo tracce di questa sostanza, che peraltro sono rimaste, evidenti, anche sulla strada e sul marciapiede. La vernice della macchina aveva già segni di corrosione». È la prima volta, a Grosseto, che un atto vandalico si declina con certe modalità.
Secondo gli inquirenti al momento non esisterebbe un collegamento con la Volkswagen Polo incendiata tre notti fa in via Calabria, a pochi metri dal campo sportivo dell'Invicta e a meno di un chilometro, in linea d'aria, dal luogo in cui si era consumato il "dispetto" all'avvocato. La Polo era di proprietà di una signora domenicana e pare che le ragioni della ritorsione siano da ricercare nella sfera dei rapporti personali della vittima. Anche qui pare sia stato usato un accelerante.
È scattata così la denuncia ai carabinieri, che hanno raccolto la testimonianza di una vicina di casa, l'unica persona che ha assistito al fatto. «Non credo - racconta l'avvocato - che il danneggiamento della mia macchina sia legato alla professione che svolgo. Ho un'idea diversa e l'ho fatta presente ai carabinieri. Mi risulta che gli inquirenti stiano lavorando su una pista, ma non sarà facile individuare il colpevole. Dire che ci sono rimasta male è poco. Le modalità dell'atto vandalico denotano una premeditazione. Non si è colpito a caso. C'è stata una pianificazione e non si può neppure escludere che l'obiettivo finale fosse quello di incendiare la vettura, con conseguenze più serie». L'avvocato aveva in macchina la toga, l'agenda e alcuni atti. In effetti l'uso di un solvente con elevato grado di infiammabilità lascia aperta anche l'ipotesi di un tentativo di incendio. L'unica testimone avrebbe raccontato agli inquirenti di aver visto un uomo - con un cappello nero da montagna calato in testa e un giubbotto scuro - versare da una bottiglia un liquido dall'odore forte (si sentiva dalle finestre delle abitazioni vicine), tipo uno sverniciatore, un acido. Poi questo individuo si sarebbe accorto di essere osservato e avrebbe deciso di allontanarsi a passo svelto. La vittima è stata avvisata dell'accaduto la sera stessa. «Non ero uscita di casa quella domenica. Mi hanno chiamato per dirmi che la mia Mercedes era stata scolorita, "bruciata" da un solvente gettato sopra da qualcuno. Non mi rendevo conto. Poi mi sono affacciata e ho capito. Abbiamo guardato intorno per vedere se riuscivamo a ritrovare la bottiglia, ma c'erano solo tracce di questa sostanza, che peraltro sono rimaste, evidenti, anche sulla strada e sul marciapiede. La vernice della macchina aveva già segni di corrosione». È la prima volta, a Grosseto, che un atto vandalico si declina con certe modalità.
Secondo gli inquirenti al momento non esisterebbe un collegamento con la Volkswagen Polo incendiata tre notti fa in via Calabria, a pochi metri dal campo sportivo dell'Invicta e a meno di un chilometro, in linea d'aria, dal luogo in cui si era consumato il "dispetto" all'avvocato. La Polo era di proprietà di una signora domenicana e pare che le ragioni della ritorsione siano da ricercare nella sfera dei rapporti personali della vittima. Anche qui pare sia stato usato un accelerante.
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