Sicurezza
Toscano si dimette da segretario del Psi
Enrico Pizzi
Lo sfogo: «Abbandonato dal partito e attaccato dai notabili»
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GROSSETO. Giuseppe Toscano si è dimesso da segretario provinciale del Psi. La lettera l'ha consegnata mercoledì sera, al termine dell'assemblea congressuale che ha deciso il delegato al congresso regionale e nazionale, ma ha anche votato, con un'ampia maggioranza - a quanto si dice - un documento politico, avallato anche dal segretario regionale del partito Pieraldo Ciucchi, presente all'assemblea. Un documento che porrebbe una serie di problemi di organizzazione del partito che alle amministrative a Grosseto si è affermato come secondo della coalizione di centrosinistra e ha conquistato posti di visibilità anche in altri Comuni. Si chiedono commissioni, sezioni, si chiede di snellire gli organi dirigenti, ma Toscano avrebbe voluto rinviare tutto al congresso provinciale. Invece è stata chiesta un'accelerata e i numeri, a quanto pare, non erano più dalla sua parte. Nessuno, formalmente, ha chiesto le dimissioni del segretario provinciale, non è stata presentata alcuna mozione di sfiducia, ma l'aria, nel Psi grossetano deve essere cambiata da dopo il voto della scorsa primavera. Toscano non l'ha presa bene. Si è sentito messo nell'angolo e ha reagito mettendo sul tavolo quattro pagine di lettera di dimissioni che aveva già preparato. Se gli si chiede che cosa sia accaduto, Toscano risponde di essersi trovato in assemblea «con tutta una serie di persone che non conoscevo, non risultanti negli elenchi che avevamo mandato a Firenze, gente che un po' rumoreggiava e un po' contestava, che mi ha interrotto durante la mia relazione...». Il partito, evidentemente, è cresciuto anche nei numeri. Toscano parla di circa 180-200 iscritti che non risulterebbero nei suoi elenchi, ma la cosa sarebbe facilmente spiegabile dal momento che, come prevede lo statuto del Psi, è possibile iscriversi anche senza passare dalla Federazione provinciale, sia via Internet che direttamente a Roma o a Firenze. In ogni caso, che quelle persone non siano passate da lui un significato, anche politico, forse ce l'ha, e Toscano non può non averlo letto. Rispetto alle richieste che gli sono state mosse, sottolinea che non avrebbe potuto, d'imperio, ridurre il direttivo, e poi evidenzia che gli è stata contestata anche la decisione di aver inserito dei giovani e delle donne nell'esecutivo della federazione, al posto di Tei e degli altri che sono usciti con lui. «Una decisione - dice - che era stata approvata all'unanimità solo pochi giorni prima». Si è sentito attaccato da «una certa parte di vecchi notabili del partito che durante le elezioni - dice - non ho nemmeno visto» e non si è sentito tutelato dal presidente del partito, Luciano Giorgi, eletto anche lui solo qualche giorno fa e all'unanimità, anche con il voto dello stesso Toscano. «È stato Giorgi - dice - il promotore di tutto questo». Insomma, lo scontro politico diventa scontro personale. Intanto la palla, in questo momento, è proprio nelle mani dell'avvocato Giorgi che avrebbe già convocato il direttivo provinciale per il 9 dicembre: si deciderà lì se il Psi dovrà essere guidato verso il congresso da una segreteria o se si andrà già all'elezione di un nuovo segretario.
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