Il Tirreno

Grosseto

Teletirreno, lavoratori verso la "mobilità"

Elisabetta Giorgi
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TELETIRRENO. Ha chiuso l’attività

E probabile cassa integrazione in arrivo anche per 21 dipendenti di Tv9

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 GROSSETO. Teletirreno: per l'emittente maremmana che pochi giorni fa ha chiuso i battenti i problemi occupazionali proseguono.  Dopo essere stati licenziati da Teleradiocenter, società di Piero Barbagli a cui faceva capo Teletirreno, 7 lavoratori della tivù locale (quasi tutti ex redattori professionisti) due giorni fa hanno inoltrato richiesta di disoccupazione e mobilità al sindacato Cgil. La strada percorsa a braccetto col sindacato è dunque quella degli ammortizzatori sociali. Ma non solo.  La settimana prossima torneranno dal prefetto Giuseppe Linardi che organizzerà un "tavolo" al quale dovrebbe essere presente anche l'editore Piero Barbagli. «Il nostro augurio - prosegue Centenari - è che stavolta Barbagli si presenti all'appuntamento», al contrario di com'è successo in Regione Toscana dove l'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini l'aveva invitato a chiarire le prospettive dell'emittente mentre lui ha disertato. "Rumors" dell'ambiente non darebbero buoni segnali neppure stavolta: a quanto pare Barbagli potrebbe non presentarsi nemmeno dal prefetto di Grosseto per una serie di "impegni" accampati in questi giorni.  Intanto procede l'iter legale con l'impugnazione dei licenziamenti. «Il nostro ufficio - dice la Cgil - ha avviato la pratica. Abbiamo spedito l'interruzione della prescrizione e siamo pronti a dare battaglia, sicuri delle nostre ragioni». Allo stesso tempo sta procedendo anche la pratica di pignoramento sui beni mobili dell'azienda. Dopo la procedura esecutiva su telecamere e microfoni andati all'asta, tra non molto sarà la volta delle auto aziendali. Bocche cucite da parte di Equitalia (che non dà conferme sull'ipotesi che vi siano automezzi intestati a società e che debbano essere pignorati), ma a quanto pare diverse vetture - forse una decina - potrebbero essere presto "dichiarate" dall'azienda alla società di riscossione per il successivo pignoramento. Intanto, in questi primi giorni di programmazione digitale, un "Tirrenochannel" è comparso sul canale 88, numerazione assegnata ad "Arezzo tv" di proprietà di Alessandra Barbagli, figlia dell'ex editore di Teletirreno.  Per quanto riguarda Tv9, anche quest'ultima potrebbe procedere presto con la cassa integrazione dei suoi dipendenti, misura già annunciata il mese scorso dall'editore Stefano D'Errico e che potrebbe andare avanti. «Stiamo aspettando di vedere cosa si muove nel mercato pubblicitario», spiega lui. Se le prospettive non fossero buone ricorrerà all'ammortizzatore sociale. «L'idea è quella di mettere in cassa integrazione in deroga tutti e 21 i dipendenti per 4 mesi. Questo strumento - che per le emittenti prevede una riduzione del salario a carico dell'azienda e un'integrazione del trattamento assistenziale da parte della Regione - sarà estesa a tutti e i lavoratori per non concentrarsi su nessuno in particolare». L'iter non è ancora avviato: «tutto dipenderà - ripete lui - dalla ripresa del mercato pubblciitario».

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di Redazione web