Italia
«Sottopasso buio e mal frequentato»
Paola Villani
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PROTESTA. Per il sottopasso della stazioneUna mamma preoccupata per la sicurezza del proprio figlio costretto ad attraversare quattro volte a settimana la stazione
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FOLLONICA. «Quel sottopasso mi fa paura». Parole di una mamma preoccupata perché il figlio deve passare nel percorso sotto la stazione per prendere il treno quattro volte a settimana: «prima che succeda qualcosa di brutto - aggiunge - si installino per lo meno delle telecamere che facciano da deterrente contro i malintenzionati». A farsi promotrice della protesta è una mamma di un ragazzino di 15 anni, Giovanna D'Anna, che abitualmente per quattro volte alla settimana prende il treno da Follonica per Grosseto e viceversa per frequentare un'attività sportiva nel capoluogo maremmano.
«Siamo dotati di un sottopasso senza telecamere, alquanto angusto e usufruito molto spesso come orinatoio - racconta la signora che abita in una via vicina alla stazione, via Einaudi - e magari ci sarà chi pensa che sono la solita mamma apprensiva, ma spesso la cronaca ci mette di fronte a fatti spiacevoli che accadono proprio nei sottopassi. Capisco che abito in un paese dove nulla è capitato in merito e spero mai nulla accada, ma stiamo vivendo un momento storico dove tanti, per poco e a volte per niente, commettono azioni stupide. Visto che sul piano binari l'impianto di video sorveglianza è già esistente, credo di non fare una richiesta assurda nel pretendere due telecamere anche nel sottopasso». Mamma Giovanna racconta di essere anche nonna di tre piccoli e che lei stessa ha paura quando deve passare da quel percorso. «Dietro la curva - dice - non sai mai chi potresti incontrare. Una volta mi sono ritrovata davanti ad una scena quanto meno bizzarra: l'impresa di pulizie stava togliendo escrementi lamentandosi perché non si trattava di deiezioni di cani ma di esseri umani.
Mi sono ripromessa di non voler andare a finire in un dimenticatoio, ma di diventare un martello pneumatico fino a quando non avrò una risposta positiva». La signora D'Anna ha infatti inviato una lettera di protesta sia al sindaco di Follonica che alla Polfer di Grosseto. «Ma non sarebbe meglio prevenire, che leccarsi le ferite poi?» si domanda. Certo è che quel sottopasso di notte spaventa non solo lei ma molti altri cittadini, che preferiscono fare metri di strada in più ma passare dall'altro passaggio.
«Siamo dotati di un sottopasso senza telecamere, alquanto angusto e usufruito molto spesso come orinatoio - racconta la signora che abita in una via vicina alla stazione, via Einaudi - e magari ci sarà chi pensa che sono la solita mamma apprensiva, ma spesso la cronaca ci mette di fronte a fatti spiacevoli che accadono proprio nei sottopassi. Capisco che abito in un paese dove nulla è capitato in merito e spero mai nulla accada, ma stiamo vivendo un momento storico dove tanti, per poco e a volte per niente, commettono azioni stupide. Visto che sul piano binari l'impianto di video sorveglianza è già esistente, credo di non fare una richiesta assurda nel pretendere due telecamere anche nel sottopasso». Mamma Giovanna racconta di essere anche nonna di tre piccoli e che lei stessa ha paura quando deve passare da quel percorso. «Dietro la curva - dice - non sai mai chi potresti incontrare. Una volta mi sono ritrovata davanti ad una scena quanto meno bizzarra: l'impresa di pulizie stava togliendo escrementi lamentandosi perché non si trattava di deiezioni di cani ma di esseri umani.
Mi sono ripromessa di non voler andare a finire in un dimenticatoio, ma di diventare un martello pneumatico fino a quando non avrò una risposta positiva». La signora D'Anna ha infatti inviato una lettera di protesta sia al sindaco di Follonica che alla Polfer di Grosseto. «Ma non sarebbe meglio prevenire, che leccarsi le ferite poi?» si domanda. Certo è che quel sottopasso di notte spaventa non solo lei ma molti altri cittadini, che preferiscono fare metri di strada in più ma passare dall'altro passaggio.
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