Il Tirreno

Grosseto

Si torna a bruciare rifiuti

Alfredo Faetti

L'impianto è acceso, tra due settimane la visita di Rossi

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 SCARLINO. Scarlino Energia lavora sodo in questi giorni. Lavorano i vertici societari, che hanno incassato l'appoggio della Regione con la disponibilità di una visita del presidente Enrico Rossi tra due settimane.  Lavorano anche i dipendenti, che hanno iniziato a bruciare il cdr stoccato come previsto nell'ordinanza firmata da Leonardo Marras.  Questo documento infatti, soluzione "tampone" dopo l'annullamento della Via e dell'Aia da parte del Tar, è arrivato all'impianto di Scarlino Energia martedì sera (il tempo necessario agli uffici per prepararlo). Così mercoledì l'azienda ha dato il via alla combustione del cdr stoccato, «come miglior soluzione di smaltimento» si legge in una nota dell'azienda, in linea con l'ordinanza. Ci vorrano cinque o sei giorni per incenerire tutta la "scorta"; dopodiché sulle teste dei dipendenti dell'impianto tornerà a pendere lo spettro della cassa integrazione. Facendo due conti, quindi, il countdown terminerà all'inizio della prossima settimana. I sindacati hanno già avanzato le loro richieste all'azienda, chiedendo di poter ridurre al minimo le ore di cassa integrazione, sfruttando quelle attività che resterebbero in essere, dalla manutenzione semplice alla depurazione delle acque. Ancora qualche giorno, quindi, poi all'inceneritore torneranno momenti di crisi. Talmente rumorosa, da far arrivare il suo frastuono fino a Firenze, dove sempre mercoledì negli uffici della Regione si sono seduti attorno a un tavolo la società, i sindacati, la Provincia, il Comune di Scarlino e Confindustria (sia Grosseto che Toscana). I punti emersi durante il tavolo, come ad esempio la disponibilità di Rossi e dell'assessore regionale all'Ambiente, la grossetana Annarita Bramerini, a fare una visita all'impianto. Questa dovrebbe avvenire tra due settimane, visto che la prossima ci saranno le celebrazioni per la Festa della Toscana, a cui il presidente deve partecipare. Ma non solo: la Regione si è resa anche disponibile a mettere a disposizione i propri uffici «per verificare, insieme alla Provincia di Grosseto, le possibili soluzioni dal punto di vista amministrativo utili a scongiurare il rischio di una chiusura definitiva dell'impianto mettendo anche a disposizione il ruolo di Fidi Toscana che potrà essere utile per gestire gli effetti che dal punto di vista finanziario» come si legge in una nota. Già, perché la giunta Rossi «sarà al fianco dei lavoratori e degli enti locali e supporterà Scarlino Energia, azienda dalla valenza strategica dal punto di vista economico e da quello della pianificazione del ciclo dei rifiuti». Bene ha fatto Marras quindi, che con le sue ordinanze ha evitato «il blocco totale dell'attività di uno dei più importanti poli industriali della Toscana, l'unico dove alcune aziende, in controtendenza alla crisi, hanno fatto investimenti consistenti. Il che rende le conseguenze della sentenza ancora più pesanti da sopportare». Sarà quella anche l'occasione per ascoltare le considerazione del presidente in chiave amministrativa, visto che pure lui, come tutti i soggetti politici in questa storia, è di marchio Pd.

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