Il Tirreno

Grosseto

Occupa casa, perde i diritti

Lorenzo Santorelli
Occupa casa, perde i diritti

Tra i primi in graduatoria Erp, non avrà l'alloggio

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GROSSETO. Con 10 punti sarebbe 7º nella graduatoria per gli alloggi popolari pubblicata il 21 novembre, posizione che gli garantirebbe l'agognata casa. Mohamed però di un tetto necessitava da giugno e, non potendosi permettere un affitto, tra dormire nell'auto con moglie e figli, o occupare abusivamente una casa vuota, ha scelto la seconda. Una prova di forza che per cinque mesi ha consentito loro di vivere tra quattro mura, ma che ora è costata l'esclusione dalla lista stilata dai servizi sociali.

«Se potessi tornare indietro non lo rifarei - confessa sconsolato Mohamed - ed a chi si trova nella mia stessa situazione sconsiglio di occupare le case perché, alla fine, te la fanno pagare». Lui sostiene di esser stato costretto dagli eventi. «Ho fatto qualche lavoretto d'estate che mi permette di sopravvivere, ma così non posso andare avanti. Ero e sono senza impiego, vorrei rimanere in quella casa dove con tanti sforzi sono riuscito a pagare l'allaccio di luce, acqua e gas». Avevamo già raccontato la storia di Mohamed Fetoui, tunisino di 36 anni che insieme alla sua famiglia, la moglie Kaouthar di 28 anni e figli di 4 mesi e 3 anni, dopo una lunga serie di sistemazioni provvisorie a giugno con altre famiglie era stato sfrattato da Casa Betania.

Dopo alcune notti in macchina Mohamed occupa un appartamento di proprietà dell'Epg (Edilizia provinciale grossetana) al civico 22 di via Mazzini. I sopralluoghi della municipale anticipano l'ordinanza dei servizi sociali. Quella casa va sgomberata poiché «dovranno essere eseguiti i necessari lavori di ristrutturazione per la successiva riassegnazione a nuclei familiari collocati nella graduatoria generale per l'accesso all'Erp». «Una graduatoria nella quale lui avrebbe 10 punti - incalza l'avvocato Tania Amarugi - poiché ai 6 posseduti in precedenza, se ne sarebbero aggiunti 4 a seguito dello sfratto.

Non dimentichiamo inoltre che era anche tredicesimo nella graduatoria dell'emergenza abitativa». Un paradosso kafkiano poiché Mohamed e la famiglia avevano tutte le carte in regola per ottenere la casa, ma le lungaggini burocratiche e una situazione di disagio li hanno spinti a forzare la mano e la legge e ad "autoescludersi" dalle liste di assegnazione. «La commissione alloggi nelle motivazioni però non cita il regolamento comunale che prevede il decadimento del diritto in caso di occupazioni abusive, ma parla di mancanza dei requisiti. Sono sbalordita, in una situazione del genere e con un bambino in condizioni pessime di salute mi chiedo come si fa a sostenere questa tesi».

Amarugi, fax alla mano, ricorda anche che a settembre «con i servizi sociali avevamo lasciato una porta aperta per la ricerca di soluzioni alternative. A saperlo che la loro intenzione era di depennarlo dalla lista non avremmo aspettato l'inverno per muoverci in altre direzioni». Il ricorso, che l'avvocato annuncia, è l'ultima speranza per Mohamed. «Decidano loro se lasciarmi qui, mandarmi al Poggio o dove preferiscono. L'importante è che mia moglie e i miei figli non passino il Natale in mezzo alla strada».

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