Italia
Le parole di Lidia per ricordare Iva Folla in duomo per l'ultimo saluto
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L’ADDIO. A Iva BaiL’abbraccio della comunità al sindaco al funerale della madre
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MASSA MARITTIMA. Il timido sole invernale passava attraverso le vetrate della cattedrale di San Cerbone, ieri mattina, illuminando le orchidee rosse posate sulla bara. L'aria era gonfia d'incenso quando, alla fine della funzione, Lidia Bai è salita sul pulpito. «Vorrei dire due cose su questa piccola donna». C'erano due persone a parlare alla folla riunita nel duomo di Massa Marittima. Una era il sindaco della città, che voleva ringraziare per il caldo abbraccio della sua comunità.
L'altra era Lidia, figlia di Iva, venuta a mancare martedì pomeriggio ad 86 anni. Prima dell'arrivo a San Cerbone quest'ultima, avvolta nel suo cappotto bianco e con gli occhi che raccontavano gli ultimi due giorni, era già circondata dai suoi cari, il marito in testa, gli amici, colleghi politici (da Luca Sani ai sindaci Maurizio Bizzarri e Marcello Giuntini, dalla sua giunta alle opposizioni) ma soprattutto dai cittadini, le stesse persone che incontra tutti i giorni per strada. Durante la funzione di don Sergio, questa gente è rimasta in rispettoso silenzio, per poi emozionarsi quando, alla fine, il sindaco Bai è salita sul pulpito, prendendo la parola. «Voglio parlare delle caratteristiche di Iva, che poi sono degli insegnamenti: sarebbe felice di sentirmi dire queste cose».
A Massa Marittima, se chiedete, tutti vi diranno che la vedova Bai aveva proprio quelle qualità elencate dalla figlia: «Coerenza, sincerità, semplicità, grande senso civico e la necessità di esprimere il proprio pensiero in libertà, con giustizia, anche in modo polemico». I presenti ascoltano in silenzio. «Queste cose non le ho potute dire a lei, per la nostra ruvidezza maremmana». Massetane doc, Iva e Lidia. Unite da qualcosa che andava al di là del semplice legame madre-figlia, rimaste sole quando la sindaca era soltanto una bambina.
«Una vita difficile - continua Lidia - in cui lei però non ha mai perso la gioia di vivere e la curiosità per il mondo». Una donna che a Massa tutti conoscevano bene. «Molte persone in questi due giorni sono venute a casa nostra. -continua - Tutte mi hanno raccontato un aneddoto su Iva. Anche un ragazzo giovane, che mi ha detto: "aveva sempre una parola di conforto"». Poi i ringraziamenti, l'applauso, l'emozione e l'ultimo saluto a Iva nel cimitero comunale di Massa Marittima, la città che l'ha amata e lei ha contraccambiato, fino alla fine.
L'altra era Lidia, figlia di Iva, venuta a mancare martedì pomeriggio ad 86 anni. Prima dell'arrivo a San Cerbone quest'ultima, avvolta nel suo cappotto bianco e con gli occhi che raccontavano gli ultimi due giorni, era già circondata dai suoi cari, il marito in testa, gli amici, colleghi politici (da Luca Sani ai sindaci Maurizio Bizzarri e Marcello Giuntini, dalla sua giunta alle opposizioni) ma soprattutto dai cittadini, le stesse persone che incontra tutti i giorni per strada. Durante la funzione di don Sergio, questa gente è rimasta in rispettoso silenzio, per poi emozionarsi quando, alla fine, il sindaco Bai è salita sul pulpito, prendendo la parola. «Voglio parlare delle caratteristiche di Iva, che poi sono degli insegnamenti: sarebbe felice di sentirmi dire queste cose».
A Massa Marittima, se chiedete, tutti vi diranno che la vedova Bai aveva proprio quelle qualità elencate dalla figlia: «Coerenza, sincerità, semplicità, grande senso civico e la necessità di esprimere il proprio pensiero in libertà, con giustizia, anche in modo polemico». I presenti ascoltano in silenzio. «Queste cose non le ho potute dire a lei, per la nostra ruvidezza maremmana». Massetane doc, Iva e Lidia. Unite da qualcosa che andava al di là del semplice legame madre-figlia, rimaste sole quando la sindaca era soltanto una bambina.
«Una vita difficile - continua Lidia - in cui lei però non ha mai perso la gioia di vivere e la curiosità per il mondo». Una donna che a Massa tutti conoscevano bene. «Molte persone in questi due giorni sono venute a casa nostra. -continua - Tutte mi hanno raccontato un aneddoto su Iva. Anche un ragazzo giovane, che mi ha detto: "aveva sempre una parola di conforto"». Poi i ringraziamenti, l'applauso, l'emozione e l'ultimo saluto a Iva nel cimitero comunale di Massa Marittima, la città che l'ha amata e lei ha contraccambiato, fino alla fine.
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