Il Tirreno

Grosseto

«Condotta antisindacale dell'Asl»

Gabriele Baldanzi

Il tribunale di Grosseto rende nullo un accordo sul contratto aziendale

2 MINUTI DI LETTURA





 GROSSETO. È nullo. Non valido. L'accordo sul contratto aziendale integrativo dei medici dell'Asl grossetana, faticosamente raggiunto a cavallo tra il 2009 e il 2010 (al termine di una decina di incontri) dai vertici aziendali e da tutte le organizzazioni sindacali di categoria tranne l'Anpo, andrà ridiscusso permettendo anche a quest'ultima sigla, rappresentata dal dottor Armando Natale, di sedere al tavolo.  A stabilirlo è un decreto del tribunale di Grosseto firmato dal giudice del lavoro Marco Bilisari e in cui si dichiara, testualmente, che «l'azienda sanitaria nº 9 ha messo in essere una condotta antisindacale nei confronti di Anpo-Ascoti-Fials Medici, non avendo provveduto alla sua convocazione e ammissione alla contrattazione integrativa aziendale».  L'effetto di tutto ciò è la nullità dell'accordo sottoscritto il 17 novembre del 2010 (e recepito in una delibera del marzo 2011), con il quale in pratica si regolamentava l'orario di lavoro e la pronta disponibilità dei dirigenti medici.  A condurre a termine, con successo, questa battaglia uno dei primari più famosi del Misericordia, il professor Armando Natale, direttore dell'unità di chirurgia vascolare, ma - nel caso specifico - rappresentante dell'organizzazione sindacale esclusa dalle trattative, assistito dall'avvocato Alberto Solari.  Il giudice ha chiarito ogni dubbio a favore dell'Anpo e di Natale. Quest'ultimo aveva tutti i requisiti per rappresentare l'organizzazione sindacale ricorrente. Sì perché la difesa dei vertici aziendali ha messo in discussione, nel corso della vertenza giudiziaria, l'effettivo potere di rappresentanza del medico grossetano. Diverse però furono, a suo tempo, le motivazioni addotte dal direttore generale Fausto Mariotti che, nel rispondere a una richiesta di chiarimenti dell'Anpo sull'esclusione dalle trattative sindacali, intestava la missiva al "prof. Armando Natale - presidente provinciale Anpo", non contestando all'epoca la presenza locale e la rappresentatività della sigla sindacale e non obiettando sulla qualità del suo legale rappresentante.  Non solo. Le ragioni per le quali l'Aaf Medici non era stata ammessa a partecipare alle trattative - una decina di riunioni tra il luglio 2009 e il novembre 2010 - sono state ritenute illegittime, risultando la stessa sigla firmataria (seppure a posteriori) del contratto nazionale 2006-2009 e di quello per il successivo biennio 2008-2009. Il giudice ha stabilito infatti che i firmatari del contratto nazionale hanno eguali diritti e titolo a partecipare alla contrattazione integrativa decentrata indipendentemente dalle modalità (partecipazione diretta, adesione o altro) che hanno preceduto la firma del ccnl. I vertici dell'Asl 9 - lo ricordiamo - avevano escluso Natale e dalla composizione della delegazione sindacale trattante perché l'Anpo aveva solo aderito al contratto collettivo nazionale.  Per la cronaca le altre sigle sindacali della categoria non sono state ammesse ad integrazione del contraddittorio, «avendo riguardato - si legge nel decreto - la condotta discriminatoria esclusivamente il rapporto tra l'azienda e l'organizzazione ricorrente».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze