Il Tirreno

Grosseto

Arriva la carica delle trote macrostigma

Siglato il protocollo per ripopolare il Fiora e il lago della Posta

2 MINUTI DI LETTURA





 SANTA FIORA. Ieri Marco Sabatini, vicepresidente della Provincia di Grosseto ha sottoscritto un protocollo d'intesa con Sante Mele, sindaco e presidente della Riserva naturale della Regione Lazio "Lago di Posta Fibreno", per la riproduzione e la tutela della trota macrostigma, una delle specie ittiche a maggiore rischio di estinzione in Italia, inserita nella lista rossa dell'Ue.  Nel lago Posta Fibreno esiste una buona popolazione naturale di trota macrostigma, che negli anni ha subito una lieve riduzione per cause ambientali e antropiche. In provincia di Grosseto questo tipo di trota, un tempo assai diffusa nei fiumi del Monte Amiata come dimostrano i ritrovamenti fossili, è stata reintrodotta dall'amministrazione provincial con riproduttori provenienti da Posta Fibreno e moderne tecniche di riproduzione che stanno dando importanti risultati per ripopolare il Fiora.  «Con questo protocollo - spiega Sabatini - la Provincia si impegna a garantire l'assistenza tecnica e il trasferimento delle conoscenze alla riserva di Posta Fibreno per mettere in funzione un incubatoio simile a quello realizzato alla Peschiera di Santa Fiora. Inoltre un lotto di trotelle nate a Santa Fiora verranno trasportate a Posta Fibreno per il rilascio all'interno del bacino del Fibreno.  Al tempo stesso la Riserva naturale regionale Lago di Posta Fibreno garantirà alla Provincia di Grosseto un nuovo stock di trote macrostigma adulte da introdurre alla Peschiera di Santa Fiora, per migliorare la variabilità genetica dei riproduttori attualmente utilizzati sul Monte Amiata. È da circa dieci anni, infatti, che questi esemplari si stanno incrociando sempre tra loro.  Un'operazione importante, questa, anche secondo Vittorio Ugurigieri, presidente dell'Associazione Libera Pesca in Amiata, che da anni, in collaborazione stretta con la Provincia, lavora attivamente perché sia riprodotto e tutelato questo tipo di trota, una presenza speciale per la montagna. «Nei commentari di Papa Pio II Piccolomini che nel 1464 venne sul Monte Amiata - spiega Ugurgieri - è scritto che il Papa di Pienza visitò la peschiera di Santa Fiora dove già dal 1400 erano allevate, trote grandissime, le macrostigma, che furono pescate alla sua presenza. La Provincia sta facendo un ottimo lavoro con gli incubatoi».  È recente la costruzione di quello di Arcidosso curato dall'associazione, dove si riproducono le trote Fario, parenti strettissime della macrostigma che ripopolano tutti i torrenti amiatini». F.B.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa