Sicurezza
Un anno tra accuse e l'ombra delle minacce
Al.Fae.
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BUFERA NELLA CRI. Tra i volontari e il commissario Meozzi L'insanabile spaccatura con il commissario Alduvinca Meozzi
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SCARLINO. Ne ha fatto versare d'inchiostro, la crisi della Cri di Scarlino. E' iniziata più di un anno fa, quando i volontari presero le distanze dal commissario Meozzi. I primi hanno sempre mal digerito la gestione dell'ex sindaca, mentre lei non ha voluto cedere ai «ricatti». Una situazione che si è logorata nel tempo, sfociando in una vera rottura alla fine dell'estate, quando hanno iniziato ad andare in riserva i primi volontari. Alla fine saranno in 16 ad "uscire temporaneamente" dalla Cri, nella speranza di costringere Meozzi alle dimissioni privandola della componente dedita al primo soccorso. Per l'esatezza, la commissaria ha più volte detto di averle già presentate, ma che i vertici provinciali non le hanno accettate. In questo modo, comunque, la rottura si è fatta sempre più netta risucchiando nella sua voragine tutte i soggetti in causa: Hubert Corsi è rimasto dalla parte di Meozzi, così come la componente femminile e i pionieri. Anche il mondo politico scarlinese è entrato nella vicenda, anche se prima ha predicato l'esatto contrario: il centrodestra è andato con il commissario, mentre la maggioranza con i volontari. Il sindaco Maurizio Bizzarri invece, chiedeva la testa di Meozzi. Intanto, all'interno della Cri, si susseguivano riunioni, da una parte e dall'altra. Da una di queste è saltato fuori una registrazione, in cui si sente la commissaria etichettare i volontari del soccorso con parole poco affetuose. Altra benzina sul fuoco, che alla fine ha fatto divampare un incendio senza precedenti nel Comitato.
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