Sicurezza
Santa Lucia, i francescani piangono e pregano
◗
SANTA LUCIA La comunità francescana della parrocchia si riunisce in preghiera A dicembre il fratello cappuccino era atteso in parrocchia per un corso
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Padre Luciano era uno che amava la convivialità e che vociava sempre, scriva pure così. Per questo la sua mancanza si sentirà ancora di più». Così padre Lamberto Fantoni della parrocchia di Santa Lucia a Grosseto ricorda il missionario gigliese Luciano Baffigi, morto martedì scorso in Tanzania. La notizia arrivata dall'Africa della scomparsa dei tre confratelli e del giovane volontario che li accompagnava è stata accolta con profondo sgomento dalla comunità del Santa Lucia, che avrebbe ritrovato padre Luciano ad un corso di aggiornamento a dicembre, al suo ritorno dalla Tanzania. Ma così non sarà. Già stasera padre Luciano, padre Silverio e padre Corrado saranno ricordati in un momento di preghiera comunitaria. La parrocchia ha scelto di affidarsi a poche semplici parole per ricordare i confratelli. «La famiglia francescana della parrocchia di Santa Lucia - i frati, l'Ordine francescano secolare e la Gioventù francescana - vive il dolore di tutti i frati cappuccini della Toscana per la tragica morte del ministro provinciale, frate Luciano Baffigi, e dei confratelli frate Corrado Trivelli e frate Silverio Ghelli. Solo la fede in Cristo risorto può in questo momento rendere meno pungente il dolore del distacco e nella fede in Cristo ringraziamo Dio per il dono che ha fatto alla Chiesa, all'Ordine e a tutti noi di questi tre sacerdoti cappuccini, per il bene di cui si sono resi strumenti nel corso della loro vita, ognuno in campi diversi. Erano tutti e tre autentici frati cappuccini, che hanno portato il messaggio di fraternità di Francesco d'Assisi con slancio, amore, entusiasmo e continuo servizio». Queste le iniziative al Santa Lucia per ricordare padre Luciano e gli altri confratelli: stasera alle 21,15 preghiera comunitaria nell'ambito dell'adorazione eucaristica settimanale e lunedì alle 18 Messa vespertina in suffragio. Momenti da vivere nell'ottica della fede, ricordano i frati, per cui con la morte «la vita non è tolta ma solo trasformata». S.L.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
