Finanza
Lupo ucciso da un'auto sulla Senese
Gabriele Baldanzi
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INCIDENTE Lauto dopo lurto lungo la Senese e, in prossimità, del guard rail lesemplare di lupo rimasto ucciso martedì mattina nei pressi della galleria di Poggio Terriccio a Lampugnano Vittima una femmina di due anni, del tipo "appenninico" puro
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GROSSETO. Attraversava la Senese, poco distante dal confine tra le province di Siena e Grosseto, in località Lampugnano, quando è stato centrato dall'auto guidata da uno studente di medicina. E' morto così, martedì mattina, un'esemplare femmina di lupo (età apparente uno-due anni, mai riprodotta). La carcassa è stata recuperata dal corpo di polizia provinciale. Da ieri si trova nella cella frigo del Museo di storia naturale della Maremma. E' stato lo stesso automobilista, resosi conto della straordinarietà dell'evento, a chiedere l'intervento della polizia (é arrivata prima la stradale del distaccamento di Arcidosso, poi un mezzo dell'Anas) per svolgere i rilievi di rito e per mettere a verbale l'accaduto. L'auto incidentata è stata rimossa con l'ausilio di un carro-attrezzi. «Procedevo verso Siena a velocità moderata - racconta l'uomo, che viaggiava insieme alla madre - il lupo è balzato in mezzo alla strada all'improvviso spuntando da sotto il guard-rail che delimita la corsia opposta. E' successo tutto in un istante. L'animale ha colpito la ruota sinistra della mia macchina e non ho avuto modo di evitarlo. Dopo l'impatto ho sbandato più volte prima di fermarmi. Ritengo che il lupo sia morto sul colpo. I danni alla mia vettura sono ingenti. Ci siamo presi davvero un grande spavento». Winnie, questo il nome dato alla sfortunata lupina, stando ad un primo sommario esame compiuto dal dottor Andrea Sforzi, è stata identificata come lupo appenninico in purezza, «ma - ha precisato ieri pomeriggio lo stesso direttore del Museo di storia naturale - saranno necessarie ulteriori analisi genetiche e necroscopiche, per stabilire con esattezza la specie». Al canide, esaminato anche dalla dottoressa Giorgia Romeo dell'ufficio caccia della Provincia, sono state riscontrate ferite alla testa e un peso di circa 35 kg. Sforzi, nella sua disamina, ha dettagliato le caratteristiche del lupo ucciso a Lampugnano: «Ha un mantello con focature scure, assenza di macchie tipiche dei cani. Non ha lo sperone nella parte posteriore delle zampe; le unghie sono nere, lunghezza della coda e dimensioni sono quelle classiche del lupo appenninico». Insomma pochi dubbi. Stavolta non si tratta di un ibrido. «Si calcola che, ad oggi, in Italia ci siano circa 1.000-1200 esemplari di lupo - spiega Giampiero Sammuri, presidente del Parco regionale della Maremma - una trentina di anni fa, nel periodo di contrazione massima della specie, si arrivò a toccare quota trecento, con gli esemplari concentrati in due-tre aree appenniniche». «Difficile - prosegue Sammuri - stabilire il numero dei lupi presenti nel territorio di Siena e Grosseto. Siamo nell'ordine delle decine. Peraltro il lupo si caratterizza per un elevato erratismo. E' capace di spostarsi, in una notte, dall'Amiata al mare. Ogni tanto, quindi, accadono incidenti di questo tipo. Ne ricordo uno qualche anno fa vicino a Torniella, un altro in località Gabellino, nel comune di Montieri». Ma non tutti amano il lupo. Negli ultimi anni i danni maggiori alle greggi si sono registrati nel territorio delle Colline dell'Albegna (Manciano, Scansano, Roccalbegna), sull'Amiata, nel comprensorio di Asciano e in zone poco distanti dal parco regionale della Maremma, dove il Canis lupus italicus è ricomparso all'inizio del decennio scorso. Da tempo gli allevatori di ovini (in Maremma esistono oltre 250mila capi) denunciano stragi nelle proprie greggi, con danni notevolissimi. La Provincia ha messo in campo nel 2011 il progetto Ibriwolf.
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