Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore e unioni civili Quanti grattacapi per il Partito democratico

Inceneritore e unioni civili Quanti grattacapi per il Partito democratico

Il lavoro difficile di composizione del segretario Pinzuti Sani: «Nessuno scandalo, è dialettica tra le istituzioni»

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Una linea difficile da definire, quella del Pd maremmano. Sono ormai molteplici gli episodi in cui esponenti dello stesso partito esprimono opinioni e scelte diverse, se non addirittura divergenti, in merito a questioni che le istituzioni locali sono chiamate ad affrontare. Basti pensare al cogeneratore di Scarlino, con una giunta, quella di Follonica, a maggioranza Pd, che impugna le decisioni della Provincia davanti al Tar e vince anche. Una vittoria che però non fa esultare più di tanto. L'amministrazione è dello stesso colore della Provincia e deve essere al fianco di quell'ente, appunto arrivata in soccorso alla zona nord evitando immediate conseguenze occupazionali.  Ma non c'è solo il cogeneratore. A Grosseto sono ancora vive le ferite provocate dalla spaccatura, tutta interna al Pd, in merito alla mozione di Sel che chiedeva l'istituzione del registro delle unioni civili, e intanto, a Castiglione della Pescaia, il Pd annuncia che porterà in consiglio comunale analoga richiesta.  «In effetti non è semplice - confessa la segretaria provinciale Barbara Pinzuti - - è finito da tempo il centralismo democratico, quando certe sbavature, anche se c'erano, non si manifestavano così. Oggi ci sono da governare differenze e autonomie locali, a volte ci si riesce altre volte no».  La segretaria provinciale del Pd liquida il tema delle Unioni civili e quanto accaduto a Grosseto come un incidente di percorso più legato al difficile rapporto che si è creato con Sel che non alla tematica in sé. Per lei, comunque, che a Follonica lo ha votato, il registro delle Unioni civili ha solo valore simbolico e nessuna utilità pratica.  In merito al cogeneratore, «se la politica avesse parlato prima - dice - forse ai tribunali non ci saremmo arrivati». Sul da farsi il Pd dovrà discuterne nei prossimi giorni. Il dato di fondo è che «riteniamo - dice - che il valore degli impianti industriali della piana di Scarlino sia da mantenere, nel rispetto dell'ambiente e della salute. Anche lo stesso sindaco Baldi ha detto che si vuole che il cogeneratore funzioni, ma che sia salvaguardata la salute delle persone».  L'onorevole Luca Sani interviene anche lui ponendo l'accento sulla «genesi problematica» della questione. Marras avrebbe ereditato una situazione viziata dall'origine e starebbe «compiendo uno sforzo per gestire nel modo migliore possibile questa eredità e trovare una soluzione ai diversi problemi», come se non ci fosse stato sempre il Pd, e prima ancora Ds e Margherita, alla guida della Provincia quando la vicenda ha avuto origine. In ogni caso, anche per Sani la sentenza del Tar «non può costituire il pretesto per mettere in discussione il modello di sviluppo della zona nord. Il presidio industriale del Casone va tutelato», senza tentennamenti. «In questo senso - dice - va dato atto al presidente Marras di essersi fatto carico dei problemi» e gli deve essere data fiducia «per individuare i percorsi che consentano di uscire rapidamente dall'attuale stato d'incertezza». Nesuno scandalo, invece, secondo Sani, da quella che definisce «la dialettica fra istituzioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze